25 Settembre 2018 - Commenti disabilitati su Palestra amputati: dieci anni di eccellenza al Trivulzio

Palestra amputati: dieci anni di eccellenza al Trivulzio

Prime candeline a doppia cifra per la palestra amputati del Pio Albergo Trivulzio. Era il 18 agosto 2008 quando per la prima volta si misero al lavoro due terapisti. Dieci anni che meritano di essere festeggiati (appuntamento alle ore 10 in via Trivulzio 15 sabato 29 settembre per l'open day).

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Due lustri dunque in cui nei locali della palestra sono stati ricoverati circa 80 pazienti l'anno in cure intermedie della durata di 60-90 giorni. A questi si aggiungono i circa 60 ricoveri l'anno in modalità semiresidenziale e 520 pazienti che nell'arco dei 12 mesi frequentano il centro 1-2 volte per controlli e riparazione protesi. Altri numeri: solo nel 2017 sono stati compilati 520 modelli on line per la prescrizione protesi e ausili, per un totale di 2764 nel decennio con una minima percentuale al di fuori della palestra amputati.

Ma i numeri non possono dire tutto del valore di questa esperienza. Conviene allora riavvolgere il nastro e tornare per un momento agli anni 90.

La palestra è nata dall’esigenza di seguire con maggiore attenzione e competenza un aspetto della riabilitazione alloora poco conosciuto sia da parte dei fisiatri, sia da parte dei fisioterapisti:  il problema si poneva non in termini puramente riabilitativi ma in ragione della quasi totale incompetenza dell’aspetto tecnico ortopedico delle protesi.

"Fino agli anni 90 tutti noi di fronte al problema della protesizzazione inviavamo i pazienti al centro Inail  di Budrio", testimoniano gli operatori del Trivulzio, "ma il nostro problema rimaneva quello di dare speranza di una vita normale al paziente anziano amputato, una classe di età che a Budrio era un po' lasciata in secondo piano".

Così "nel 2007 abbiamo iniziato a raccogliere dati sull’affluenza degli amputati presso le nostre degenze riabilitative e ci siamo accorti che patologie vascolari e complicanze di diabete causavano una sempre crescente popolazione di anziani amputati". Un anno dopo ha aperto la palestra. Che h avuto ben presto "successo" anche grazie al lavoro di divulgazione presso i grandi ospedali di Milano e provincia  portato avanti in particolare dal dottor Pierluigi Rossi e dalla fisioterapista Mariagrazia Delmatti

Nel 2010 si è reso necessario integrare il personale con un terzo fisioterapista

Da circa tre anni poi il  centro ha acquisito una notevole evidenza in ambito regionale: hanno iniziato ad affluire molti pazienti in giovane età , vittime di incidenti stradali, molti giovani hanno lasciato il centro di Budrio per venire al Trivulzio. Oggi ci sono pazienti che ci giungono a Milano anche da fuori regione: Piemonte, Toscana, Veneto, Basilicata e Campania. Anche perché la palestra  è dotata dei più importanti strumenti di diagnostica e collabora da tempo (circa quattro anni) con il vulnologo del calibro di Guido Collodo che affianca la struttura  nel progetto per la cura delle lesioni del piede diabetico e la medicazione e cura delle ferite chirurgiche a lenta cicatrizzazione.

 

Published by: Stefano Arduini in News

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