Il Giardino Alzheimer del Trivulzio è un healing garden di circa 1.500 mq creato all’interno del Pio Albergo Trivulzio, con la finalità di favorire il benessere psico-fisico delle persone anziane con decadimento cognitivo, anche grazie ad attività a contatto con la natura come ortoterapia, pet therapy e musicoterapia.

Il Presidente della Fondazione, Marco Zanobio, evidenzia che «il Giardino - fortemente voluto e promosso dalla Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline Onlus, che ne ha sostenuto tutti i costi di realizzazione - è nato grazie alla collaborazione degli Uffici tecnico-sanitari del Pio Albergo Trivulzio e al contributo scientifico del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, che ha seguito la progettazione e ha coordinato la fase esecutiva e realizzativa, ai quali va la gratitudine della Fondazione».
Il Giardino è uno spazio verde protetto all’aperto, dove gli Ospiti del Trivulzio affetti da Alzheimer, insieme ai loro familiari e agli operatori sanitari, potranno sperimentare gli effetti benefici del contatto con la natura. Uno spazio verde innovativo, di cura non farmacologica, appositamente progettato - con un approccio basato su evidenze scientifiche - per migliorare la salute e il benessere dell’anziano, attraverso un’immersione nella natura, nei suoi colori e nei suoi profumi, creando un’atmosfera accogliente e familiare, dove ritrovarsi con i propri cari e passeggiare in libertà.
«Il Giardino è un risultato concreto della collaborazione che - da ormai dieci anni - vede la Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline operare al fianco delle tre storiche Istituzioni milanesi, che da quasi 500 anni sono modello illuminante di quello spirito meneghino dell’accoglienza, dell’assistenza e della cura delle persone più deboli» osserva Marco Zanobio.
«La realizzazione del Giardino è stata possibile grazie a un lavoro di squadra fra Fondazione, Trivulzio e Università. Un grazie speciale va al Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, che - attraverso l’opera del prof. Giulio Senes e del suo team - è stato l’artefice di tutta la fase progettuale ed esecutiva del Giardino, aiutandoci altresì nella scelta delle imprese che hanno eseguito i lavori: HW Style per la realizzazione dei percorsi e del verde, Il Giardino di Legno per tutti gli arredi e Percussion Play per la fornitura degli strumenti musicali. Fondamentale è stato il generoso sostegno dei tanti milanesi - cittadini, aziende, studi professionali, enti - che hanno condiviso l’iniziativa, supportando con le proprie donazioni il progetto, in segno di affettuosa vicinanza al Trivulzio e alle persone anziane, i ‘Veggioni’ come la tradizione chiamava gli Ospiti dell’antico Pio Luogo. «E proprio per questo», continua il Presidente Zanobio, «mi piace pensare al Giardino come a un luogo vivo, diventando compito di tutti noi farlo vivere nelle diverse stagioni, perché sia uno spazio verde e condiviso dove gli Ospiti possano ritrovarsi e abbracciare i propri familiari: sì un Giardino dell’Alzheimer ma soprattutto mi piace chiamarlo Il Giardino degli abbracci, nato perché la città - tramite la Fondazione - ha voluto simbolicamente abbracciare con generoso affetto i suoi Vecchi e il suo Trivulzio. Un luogo pensato per accogliere, far incontrare le persone e restituire centralità alla relazione».

Il Commissario Straordinario del Pio Albergo Trivulzio, prof. Francesco Paolo Tronca, che da agosto 2023 guida l’Istituto, sottolinea come «l’inaugurazione del Giardino Alzheimer rappresenti un passaggio concreto nel percorso di potenziamento dei servizi di cura e assistenza del Pio Albergo Trivulzio, in piena coerenza con la missione storica dell’Istituto. È un intervento che testimonia la volontà del Trivulzio di investire in modelli di cura innovativi, fondati su evidenze scientifiche e sviluppati attraverso una collaborazione virtuosa tra istituzioni, università e realtà del territorio, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli Ospiti e di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone più fragili e delle loro famiglie. Progetti come questo si inseriscono in un più ampio programma di iniziative e interventi che stiamo portando avanti per rilanciare il ruolo del Pio Albergo Trivulzio come punto di riferimento dell’assistenza socio-sanitaria sul territorio lombardo, nel rispetto dei principi di sostenibilità, responsabilità e servizio alla collettività».
Fondamentale è stata l’esperienza del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, che ha permesso di sviluppare il progetto del Giardino, sotto la guida del prof. Giulio Senes, docente esperto di healing gardens e di pianificazione e architettura del paesaggio, nonché presidente della European Greenways Association e dell’Associazione Italiana Healing Gardens. «Il progetto dimostra che la collaborazione pubblico-privato può funzionare e che diversi soggetti pubblici (Università e PAT, nel caso specifico) possono lavorare insieme per un obiettivo comune: il bene delle persone che vivono il territorio milanese. È un gesto concreto e attento con cui vogliamo “prenderci cura” dei più fragili e delle loro famiglie», così il prof. Giulio Senes spiega le finalità dell’iniziativa. «Rappresenta anche un importante esempio della “terza missione” dell’Università, cioè di “trasferimento” dei risultati delle attività scientifiche nella realtà civile, nel nostro caso le attività di ricerca del gruppo che si occupa di Architettura del Paesaggio alla Statale di Milano (da me coordinato). Il progetto, infatti, ha, da una parte, adottato l’approccio “Evidence-Based Design” e il metodo basato sulle evidenze scientifiche che abbiamo sviluppato e affinato negli ultimi vent’anni, e, dall’altra, è stato di tipo “partecipato”, in quanto ha visto il coinvolgimento di tutte le componenti interessate al progetto attraverso questionari e focus groups con staff e familiari degli Ospiti». Chiosa il prof. Senes, osservando come «la portata e il valore del progetto sono stati riconosciuti anche dagli organizzatori della 35th Alzheimer Europe Conference, che hanno “accettato” che lo presentassimo nell’occasione, nonché dagli organizzatori del “Cityscape Award” cha hanno premiato il progetto lo scorso luglio in Triennale».
«L’iniziativa racchiude non solo una valenza terapeutica, ma anche un importante valore umano e sociale, che rispecchia pienamente i principi guida del Pio Albergo Trivulzio», afferma Giancarlo Cordani, Direttore Socio-Sanitario dell’Istituto. «Il Giardino diventa così parte integrante del percorso di cura, offrendo nuove opportunità di stimolazione sensoriale, relazione e benessere per gli Ospiti».
Il Pio Albergo Trivulzio - tra le principali aziende di servizi alla persona italiane, con un nucleo Alzheimer di 125 posti permanenti - arricchisce così la propria offerta assistenziale con un nuovo spazio terapeutico dotato di percorsi ad anello, aree fiorite, sedute e strumenti musicali da esterno, pensato per favorire il benessere degli Ospiti.
Con l’arrivo della primavera verranno avviate attività di giardinaggio e orticoltura, con approccio terapeutico, per incrementare a livello esperienziale il contatto con la natura e come parte della terapia riabilitativa (sia cognitiva sia fino-motoria), stimolando la parte residua della memoria e aumentando così il benessere dell’Ospite e rallentando il decadimento cognitivo dell’anziano. Sempre grazie a stimolazioni sensoriali, il Giardino è studiato altresì per ridurre l’aggressività e i problemi comportamentali, nonché l’utilizzo di farmaci, con la possibilità di misurare dal punto di vista scientifico i benefici del verde sul paziente, sui familiari e sul personale addetto al reparto. Completano il Giardino elementi di stimolazione sensoriale, quali strumenti musicali da esterno, all’uopo posizionati nell’area verde oltre a sedute alternate a spazi fioriti e percorsi ad anello, che consentono di modulare la lunghezza da percorrere, con un gazebo e un pergolato, oltre a spazi appositamente studiati per consentire all’anziano di svolgere attività di giardinaggio.
E il prossimo appuntamento, aperto alla Città, al quale Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline sta pensando è la festa di primavera, con l’obiettivo di far conoscere questo luogo a Milano e ai suoi cittadini, per non lasciare mai soli i nostri Vecchi.
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