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6 Giugno 2020 - No Comments!

Il Trivulzio luogo del cuore dei milanesi. Partecipa al censimento del Fai

Per la prima volta quest’anno su iniziativa degli Amici del Trivulzio il Pio Albergo è entrato nella lista dei Luoghi del Cuore del Fai (Fondo Ambiente Italiano). Si tratta di una  campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare. Il progetto prevede un’attività di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio. Ogni cittadino potrà segnalare al FAI attraverso un censimento biennale i luoghi che più gli stanno a cuore. Dopo il censimento il FAI sosterrà una selezione di progetti promossi dai territori a favore dei siti che hanno raggiunto una soglia minima di voti.

Per votare (c’è tempo fino al 15 dicembre) il Pio Albergo Trivulzio basta cliccare qui. 

Ecco dunque qualche nota storica sulla Baggina (e qualche ottimo motivo per votare per il Pio Albergo)
Il Pio Albergo Trivulzio nasce nel 1771, grazie al lascito testamentario del Principe Antonio Tolomeo Gallio Trivulzio (1692-1767), che dispone di destinare tutto il suo patrimonio alla creazione di un "Albergo de' Poveri", pio luogo laicale che prese il suo nome e che fu deputato ad accogliere “gli impotenti per età, per difetto corporale ed infermità”, come recitava il suo testamento. Sorto nella storica dimora sita in contrada della Signora, la struttura rappresentava un punto di riferimento per l'assistenza agli anziani, divenendo nel tempo luogo che “alla vecchiaia milanese povera e onesta dona calmo e sereno il tramonto”. Con l'evolversi delle esigenze e con il crescere del numero di persone accolte nell'Istituto, si rese necessario procedere a inizio Novecento al trasferimento in una nuova sede.

Così nel 1910 fu inaugurata la nuova sede, realizzata con le più moderne tecniche e che rappresentava un modello di struttura all’avanguardia per l'epoca. Il nuovo edificio fu costruito sulla strada per Baggio, da cui prese l’affettuoso nome di “Baggina”, con cui ancora oggi Milano chiama il Trivulzio. La nuova sede, grazie a migliorie ed ampliamenti, ancora oggi è utilizzata e costituisce il principale polo geriatrico nazionale, con la sua graduale trasformazione da cronicario a centro di assistenza, cura e riabilitazione dell'anziano.

Il Pio Albergo Trivulzio insieme agli Orfanotrofi dei Martinitt e delle Stelline, è luogo del cuore perchè è testimone di quella gloriosa assistenza in favore dei più deboli, che Milano ha saputo sempre e saprà ancora portare avanti, con spirito di accoglienza e unità. Ancor di più oggi è simbolo dell'attenzione verso le persone più fragili, perché il passato continui a parlare al presente, coniugando tradizione e innovazione. Nonostante la struttura sia in uso, è possibile visitare il monumentale cortile d'onore (con i busti di alcuni benefattori), la piazzetta su cui si affaccia la Chiesa dedicata all'Immacolata Concezione, che conserva all'interno il monumento funebre del Principe Trivulzio e un altare del '700 proveniente dall'antico Orfanotrofio delle Stelline. La Chiesa è stata affrescata dal pittore Albertella. Interessante è la collezione di quadri dei benefattori, fra cui spiccano quello che ritrae il Principe Trivulzio e quello dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria, che condivise nel '700 la scelta di creare il ricovero per gli anziani. Interessanti anche alcune lapidi e monumenti interni all'Istituto (sicuramente da ricordare quelli di Maria Gaetana Agnesi, matematica e benefattrice, che fu direttrice del Trivulzio).

7 Marzo 2018 - No Comments!

Domenica 11 l’inaugurazione della mostra per i 250 anni del Trivulzio

Nell’ambito delle iniziative previste per le celebrazioni dei 250 anni dalla morte del Principe Trivulzio, gli Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio presentano la mostra 250 anni di Trivulzio. Dall’Eredità del ‘700 al Welfare del Futuro. Aperta al pubblico dal 6 Marzo al 30 Aprile 2018, verrà inaugurata ufficialmente da una festa musicale in programma per domenica 11 marzo, dalle ore 11.00, con la Banda de I Martinitt.

Allestita nella centrale via Dante, accessibile ai cittadini milanesi e italiani tanto quanto agli stranieri, racconta l’evoluzione del gesto filantropico del Principe Antonio Tolomeo Trivulzio. Dal momento in cui decise che, alla sua morte, il suo palazzo in contrada della Signora sarebbe diventato la casa dei poveri indigenti della Città, fino all’inaugurazione della nuova sede sulla via per Baggio, capace di ospitare più di mille persone. Dall’unificazione con altre due storiche istituzioni, Martinitt e Stelline, che hanno educato nomi illustri come Angelo Rizzoli, Edoardo Bianchi e Leonardo Del Vecchio, fino alle produzioni agricole delle terre del Trivulzio, che si estendono per 1.700 ettari nella bassa Lombardia.

Il Trivulzio, pur avendo attraversato negli ultimi decenni bufere giudiziarie che hanno creato problemi nel suo rapporto con la città, è comunque sempre stato un passo avanti rispetto all’evoluzione della cura degli anziani. Oggi, ripristinate legalità e trasparenza, si ripropone all’attenzione dei cittadini come protagonista di un moderno welfare sostenuto congiuntamente dall’iniziativa pubblica e dalla generosità privata . I pannelli ripercorrono i primi due secoli di assistenza e cura del Trivulzio e colgono le sfide del futuro. Con le sue tre residenze per anziani, a Milano e in Lombardia, le 80.000 prestazioni ambulatoriali, gli 11.000 interventi a domicilio e quasi un centinaio di collaborazioni con il territorio, tra università e organizzazioni di vario tipo, e il primo progetto sperimentale di “primo intervento geriatrico” per la popolazione anziana,  Il Pio Albergo rappresenta la soluzione che le amministrazioni cercano per un nuovo welfare di cui ha bisogno una società complessa come la nostra.

Sono serviti diversi anni e altrettante menti illustri: come quella di Maria Teresa d’Austria, che diede il suo parere favorevole all’idea di una casa per i poveri dell’amico Principe Trivulzio; e come quella di Gaetana Agnesi, che nel ‘700 divenne famosa in tutta Europa per le sue attività di ricerca nel campo della matematica e che proprio al Pio Albergo fu la prima direttrice e visitatrice delle donne.

Sono numerosi anche i benefattori che nel tempo hanno sostenuto il Trivulzio, tradizione ancora viva che oggi è possibile esprimere attraverso il Comitato Amici del Trivulzio  promotore, per esempio, dei corsi per l’utilizzo di computer, internet e app per i nonni 2.0 (a cui sono dedicati due pannelli dell'esposizione) . 

Il lavoro di curatela è stato affidato a Paolo Biscottini, docente e direttore emerito del Museo Diocesano che nei giorni scorsi ha rilasciato un'intervista al nostro sito spiegando il senso della mostra e il percorso artistico che ha seguito.

16 Febbraio 2018 - No Comments!

Claudio Sileo: «Gli Amici del Trivulzio? Fondamentali per costruire servizi sociali innovativi»

In carica dal luglio del 2015, Claudio Sileo nella sua veste di direttore generale dell’'Azienda di Servizi alla Persona Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio guida una corazzata socio-sanitaria che ogni giorni offre servizi a 1.350 ospiti e pazienti residenti e a circa 500 pazienti ambulatoriali, oltre ad amministrare un ingente patrimonio immobiliare del valore di circa 400 milioni di euro. Lo incontriamo a qualche giorno dal convegno “I bisogni della città e l’impegno del Pio Albergo Trivulzio. 250 anni di assistenza e cura” (presentato su queste stesse colonne dal vicepresidente degli Amici del Trivulzio, Marco Zanobio) e dal lancio della mostra dedicata al Trivulzio che da inizio marzo “occuperà” i pannelli di via Dante a Milano.

 

Direttore, le celebrazioni di questi mesi hanno un titolo (“Dall’eredità del ‘700 al Welfare del Futuro. 250 anni di Trivulzio”) che richiama il passato legandolo all’innovazione dei servizi sociale. In che cosa il Trivulzio di oggi in cosa è innovativo?
Siamo l’unica struttura in Italia, ma probabilmente anche in Europa, che riesce a conciliare numeri come i nostri con un’offerta completa di servizi che vanno dal sanitario, al socio-sanitario fino al sociale puro. E lo facciamo all’interno delle mura delle nostre strutture, ma anche aprendoci al territorio. E in questo secondo aspetto è assolutamente rilevante la presenza degli Amici del Trivulzio.

Nell’immaginario collettivo però è ancora forte il ricordo di alcuni scandali che negli anni scorsi hanno travolto il Trivulzio. Cosa state facendo per scalfire questa immagine?

Abbiamo due temi con cui confrontarci. Il primo, come ricordava lei, riguarda gli scandali. Su questo abbiamo fatto quello che dovevamo fare dal punto di via sia dell’equilibrio finanziario, sia da quello della trasparenza e della correttezza della gestione. Rimane invece aperto l’altro tema: molti milanesi ancora oggi ci identificano con la Baggina e quindi con servizi legati all’ultimo miglio della vita. E invece, come le ricordavo, noi ormai siamo in grado di mettere in campo l’intera filiera dell’assistenza.

Lei prima citava anche l’associazione degli Amici del Trivulzio. Qual è il valore aggiunto che apportano gli Amici?
Dal punto di vista del tasso di innovatività dei servizi sociali l'associazione costituisce un elemento fondamentale sia in fase di ideazione sia in fase di implementazione dei progetti. Pensiamo a due esempi di successo a Digital Trivulzio o Adotta un nonno. In seconda battuta essendo quella una struttura molto leggera e di natura privata può raccogliere risorse attraverso il fundraising e il 5 per mille, per esempio. Risorse da impiegare in iniziative che rendano migliore la vita ai nostri pazienti interni ed esterni. Insomma gli Amici sono uno snodo importante per il Trivulzio di oggi e quello di domani