All Posts in Pio Alberto Trivulzio

17 Luglio 2019 - Commenti disabilitati su I parenti degli ospiti: «Gli Amici del Trivulzio? Una presenza fondamentale»

I parenti degli ospiti: «Gli Amici del Trivulzio? Una presenza fondamentale»

“Tutto fa brodo”. Risponde così, in modo semplice e diretto Giampiero Ciceri (in foto con, alla sua destra Marco Zanobio), quando gli chiediamo di raccontarci l’impatto che hanno avuto in questi anni le attività del comitato degli Amici del Trivulzio sulla vita degli ospiti della Baggina.

Ciceri è una figura molto presente e di riferimento all’interno del Pio Albergo. Nel 2015 infatti ha fondato il comitato dei parenti del Pat. Sua moglie Giovanna è ricoverata dall’anno prima e soffre di Alzheimer. «Devo dire che le cose sono cambiate molto e in meglio con le ultime due direzione generali, quella di Claudio Sileo, prima e quella, in corso dal primo di gennaio di quest’anno, di Giuseppe Calicchio. Diciamo che hanno raddrizzato un po’ la barra. Dal punto di vista economico e dal punto di vista della qualità dei servizi, è importante per esempio che finalmente si siano aperti i concorsi per l’assunzione di nuovi infermieri e nuovi Oss».

Un nuovo corso di cui fanno parte anche gli Amici del Trivulzio, nati - ricordiamolo- nel 2016. «Ogni iniziativa volta a rendere migliore l’esistenza dentro queste mura vanno apprezzate e valorizzate. Tutto fa brodo, dico io e la presenza degli Amici è senz’altro un tassello fondamentale». Ci può fare qualche esempio concreto? «La proiezione dentro il Trivulzio della prima della Scala è stata molto, ma molto apprezzata così come le attività culturali legate ai 250 anni del Trivulzio a cui hanno collaborato gli Amici. Ho ancora in mente una splendida relazione di Marco Zanobio, presidente degli Amici, sull’evoluzione delle modalità di cura delle ferite di guerra, davvero magistrale. Ricordo a tutti che il Trivulzio durante la prima Guerra Mondiale dal 1915 al 1922 è stato un ospedale militare».

Ciceri non si ferma qui e volge lo sguardo al progetto Digital Trivuzio che si occupa di formazione digitale non solo degli ospiti della struttura, ma anche degli anziani esterni. «Mi sono informato è un’ottima iniziativa. Molto utile. Io non mi sono ancora iscritto perché a quasi 90 anni coi computer non ho molta dimestichezza…Ma forse è venuto il momento che mi ci metta anch’io, quello è il futuro». E poi, sorride: «Tutto fa brodo: per questo auspico che nei prossimi mesi noi e gli Amici avremo modo di collaborare in modo sempre più stretto».

20 Maggio 2019 - Commenti disabilitati su Col tuo 5 per mille migliora la vita degli anziani milanesi

Col tuo 5 per mille migliora la vita degli anziani milanesi

L’Italia uno dei Paesi più longevi al mondo, con una speranza di vita che nel 2018 a 80,8 anni per gli uomini e a 85,2 per le donne. Ma vivere più a lungo, non è sempre sinonimo di buon vivere. Come rendere migliore l’ultimo miglio della nostra vita? È per rispondere a questa domanda che è nato il comitato degli Amici del Trivulzio nato 2016 all’interno dello storico ente milanese con l’obiettivo di assicurare una maggiore qualità di vita a chi vive in condizione di particolare fragilità per età, malattie e condizioni economiche, e di aprire il Pio Albergo alla città e favorire l’aggregazione delle persone in là con gli anni. Per un anziano partecipare a un corso di informatizzazione o poter contare su un supporto sociale in più può fare la differenza: le tante attività a forte impatto sociale degli Amici sono raccontate nella sezione news del sito.

Ecco qualche esempio di quelle realizzate Insieme alla Direzione del Pio Albergo Trivulzio:
Digital Trivulzio: insegniamo agli ospiti delle RSA e ai cittadini milanesi Over 65 esterni alla struttura l’uso del computer, la navigazione in rete e le possibilità offerte dalla tecnologia di restare connessi con i familiari e con il mondo esterno.

Adotta un nonno: inviamo personale specializzato al domicilio degli anziani soli e non autosufficienti, per accompagnarli fuori casa, far loro compagnia, aiutarli nelle piccole commissioni quotidiane, mantenere i contatti con il mondo e con i familiari distanti.

Letture ad Alta Voce: leggiamo ad alta voce brevi racconti ai Signori Ospiti di 4 RSA, per poi sviluppare un dialogo fra loro di commenti e riflessioni. Il progetto parteciperà nel prossimo autunno all’evento cittadino di Book City.

La Prima Diffusa della Scala: abbiamo trasmesso in diretta il 7 dicembre presso l’Auditorium La Prima della Scala e i Signori Ospiti hanno partecipato con grande entusiasmo; un appuntamento che si ripeterà ogni anno.

Piano City: abbiamo portato due concerti per pianoforte del circuito milanese “Piano City”, presso la piazzetta Schuster per tutti gli ospiti e per i cittadini milanesi.

Sostenere col tuo 5 per mille questi progetti non costa nulla. Come fare?  È sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale 97748610157 e apporre la PROPRIA FIRMA all’interno del riquadro "Sostegno del Volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale" della dichiarazione dei redditi. La vostra sarà una scelta di grande solidarietà, che vi consentirà di aiutarci a  estendere il raggio d’azione dei nostri progetti a beneficio di tante persone anziane, dentro e fuori le mura di questa storica istituzione.

29 Marzo 2019 - Commenti disabilitati su La maratona artistica di Enrico per gli Amici del Trivulzio

La maratona artistica di Enrico per gli Amici del Trivulzio

La si potrebbe definire una staffetta non solo solidale, ma anche artistica, quella costituita dal 37enne gallerista milanese Enrico Motta e insieme a due 2 colleghi galleristi (Angelo Enrico e Francesco Maspes) correrà la Milano Marathon sotto le insegne degli Amici del Trivulzio. Un link nato grazie a un grande pittore italiano: Angelo Morbelli. Nel gennaio di un anno fa infatti sempre nel capoluogo lombardo è nato l’Archivio Angelo Morbelli, in occasione dei cento anni dalla morte di uno dei capiscuola del divisionismo italiano. Nel comitato scientifico, oltre a Giovanni Anzani, uno degli studiosi più autorevoli del divisionismo, sono entrati Elisabetta Chiodini, storica dell’arte specializzata in pittura italiana dell’800 e appunto Angelo Enrico e Francesco Luigi Maspes, che vedremo all’opera, in calzoncini e maglietta il prossimo 7 aprile insieme a Motta, che dell’Archivio è un appassionato collaboratore.

 

Partiamo da una curiosità: chi sarà il quarto componente della staffetta? Anche un gallerista?
No, ma è sempre del giro, è un comune amico e fa il corniciaio.

Amici nello sport, ma competitor sul lavoro…
Sì, ma questo non è un problema. In gara ci daremo una mano.

Come è nata l’idea di partecipare alla Milano Marathon?
Eravamo in Fiera tutti insieme e abbiamo visto il cartellone pubblicitario. Francesco Maspes è il più serio e il più preparato dei quattro in tema di running.  Anche a me piace correre, ma il massimo che ho fatto sono 15 chilometri. A Milano mi toccherà la prima tratta, sono 13 chilometri. Speriamo bene.

Obiettivo?
Stare comodamente sotto le 4 ore. Ce la dovremmo fare.

Veniamo ora alla domanda clou: perché avete scelto di correre proprio sotto le insegne degli Amici del Trivulzio?
Quando ci siamo iscritti, abbiamo deciso di aderire anche al Charity Program. Scorrendo l’elenco delle onlus ci siamo imbattuti negli Amici del Trivulzio ed è scoppiata la scintilla. Nella vita e nell’opera di Morbelli, il Trivulzio è stato fondamentale.

In che senso?
La Baggina è stato un luogo di ispirazione della sua pittura sociale. Morbelli fra la fine del 1800 e l’inizio del secolo successivo ha molto frequentato il Trivulzio e le sue cucine economiche. Voleva state a contatto con gli anziani e i poveri della città che poi rappresentava nelle sue opere.

morbellitrivulzio2morbellitrivulzio1

Se uno volesse vederle, queste opere?
Sino al 13 aprile le gallerie Enrico dedicano proprio la mostra “Tra Verismo e impegno sociale”, che presenta 25 dipinti, tra i più famosi realizzati dal maestro piemontese. L'ingresso, fra l'altro, è gratuito.


Per iscriversi alla Milano Matathon e avere informazioni (anche sui benefit e gadget riservati ai concorrenti)  :

Per chi invece non se la sentisse di correre in strada, ma non volesse perdere l’occasione di vincere la gara della solidarietà è possibile sostenere i progetti di Amici del Trivulzio con una donazione, anche simbolica, attraverso la  piattaforma Rete del Dono a questo link

19 Marzo 2019 - Commenti disabilitati su Medicina di genere: come cambiano prevenzione e terapie fra uomini e donne

Medicina di genere: come cambiano prevenzione e terapie fra uomini e donne

Negli ultimi 25-30 anni, in medicina si è sviluppato un approccio innovativo, mirato a studiare l’impatto sulle malattie del genere e di tutte le variabili che gli sono associate: biologiche, ambientali, culturali e socioeconomiche. Se volessimo ancorare a una data questa tendenza degli studi medico-scientifici potremmo indicare il 1991 quando, per la prima volta, venne menzionata in medicina la “questione femminile”: Bernardine Healy, cardiologa americana e direttrice del National Institute of Health, pubblicò un editoriale sul New England Journal of Medicine, intitolato “The Yentl syndrome”, in cui  evidenziava la differente gestione della patologia coronarica, con un numero ridotto di interventi diagnostici e terapeutici effettuati sulle donne, a parità di condizioni e, dunque, un approccio clinico-terapeutico discriminatorio e insufficiente se confrontato con quello praticato nei confronti degli uomini.

Il target della medicina di genere è quello di comprendere i meccanismi attraverso i quali le differenze correlate al sesso agiscono sullo stato di salute e sull’insorgenza e il decorso delle malattie e sulle terapie da applicare. Gli uomini e le donne, infatti, pur essendo soggetti alle medesime patologie, presentano sintomi, progressione di malattie e risposta ai trattamenti molto diversi tra loro. Da qui la necessità di porre particolare attenzione allo studio del genere inserendo questa “nuova” dimensione della medicina in tutte le aree mediche.

Presso il Pio Albergo Trivulzio (via Trivulzio 15 a Milano) il prossimo 21 marzo dalle 8,30 alle 16,30 si terrà un convegno (con accreditamento Ecm) intitolato proprio “La medicina della differenza: un viaggio attraverso i generi e le culture”. Ad organizzarlo, insieme alla gastrointerologa del Trivulzio Cristina Neri è stata la sua collega Barbara Caimi (immagine di apertura nel suo ufficio nel maggio del 2017 ) che oltre ad essere cardiologa del Pio Albergo è socia degli Amici del Trivulzio. Il presidente degli Amci, Marco Zanobio, sarà presente al convegno e porterà i saluti del comitato.

medicidifferenza1medicinadifferenza2

“Prenderemo in esame sotto diversi punti di vista (da quello pneumologico a quello diabetologico, passando per i disturbi alimentari, le demenze, gli stati depressivi...) i modelli di trattamento delle diverse patologie in base alle differenze di genere”, interviene Caimi. Che esemplifica: “I fattori di rischio legati al diabete cambiano fra uomini e donne: per i primi i punti di attenzione medica sono spesso legati allo stress da lavoro o al fumo. Nelle donne invece influiscono maggiormente la menopausa e gli squilibri ormonali”. Grazie all’approccio di genere in questi ultimi anni la medicina ha alzato le sue performance, “contribuendo a perfezionare la prevenzione delle malattie e ad aumentare la speranza di vita: pensiamo solo che fino a pochi anni fa si consideravano anziani gli over 65, mentre adesso l’asticella si è alzata agli over 75”.

C’è poi un altro aspetto molto rilevante su cui si focalizzerà il convegno. Alcune patologie pur avendo una connotazione tipica di genere, tendono sempre più a presentare quadri clinici che interessano anche l’altro sesso e come tali talvolta vengono sottovalutate non solo per il mancato riconoscimento di sintomi inusuali, ma anche per una diversa progressione di patologie e risposta terapeutica ai trattamenti. Un esempio? “L’osteoporosi che nell’immaginario collettivo è una malattia tipicamente femminile si sta presentando che sempre maggior frequenza anche fra gli uomini”, conclude la dottoressa Caimi.

13 Marzo 2019 - Commenti disabilitati su Bruno Varacalli, un special runner per la Milano Marathon degli Amici del Trivulzio

Bruno Varacalli, un special runner per la Milano Marathon degli Amici del Trivulzio

Sarà il “testimonial” degli Amici del Trivulzio alla Milano Marathon 2019? Lui è Bruno Varacalli, poliziotto, 32 anni, runner e amputato. 5 settembre 2017. Una gomma si stacca da un’autocisterna. Lui, in moto, non riesce a evitarla. Scivola. Un Tir gli porta via la gamba destra. Da lì incomincia un’altra vita. Che custodisce un sogno: quello di diventare un atleta di alto livello, nelle gare di velocità. E magari andare alle Paralimpiadi? «Magari!». L’impegno e la voglia non gli mancano di certo: «Corro i 60, i 100 e i 200 metri, ogni settimana mi alleno 6 giorni. Allenamenti professionali. «Due ore, due ore e mezza a volta: alterno piscina, palestra e pista. Velocità e tecnica di corsa», aggiunge Bruno. Le distanze lunghe per ora gli sono precluse, ma nel frattempo si è anche laureato in Scienze motorie con una tesi su “Lavoro, sport e disabilità nelle forze di polizia”. Voto? Un bel 105. E gira le scuole facendo formazione per la prevenzione degli incidenti stradali, in attesa che la Polizia di Stato riveda le sue mansioni che naturalmente non possono essere quelle di prima dell’incidente.

 

varacalli2

 

Come hai conosciuto gli Amici del Trivulzio?
Era un sabato, lo scorso 29 settembre. E al Trivulzio si festeggiavano i dieci anni della palestra Amputati. Mi hanno presentato l’associazione e le sue attività. Da lì al mio coinvolgimento alla Milano Marathon il passo è stato breve.

Il 7 aprile non sarai in gara…
Però parteciperò alla parata finale e farò il tifo per i runner targati Amici. La protesi è ancora “troppo giovane” per consentirmi di coprire di corsa medie e lunghe distanze.

Come sei arrivato al Trivulzio?
Dopo il ricovero, nel novembre 2017, ho incominciato la riabilitazione proprio nella palestra del Trivulzio. Tra febbraio e giugno del 2018 ci andavo 5 volte la settimana: è stato il periodo in cui hi imparato a camminare con la mia nuova gamba. All’inizio facevo fatica a stare in piedi anche solo per dieci minuti col supporto delle parallele. Adesso riesco a gestirmi anche per 13-14 ore e ho praticamente finito l’ultima fase che è incominciata al termine della scorsa estata. Stiamo lavorando sull’elasticità del moncone.

Che tipo di esperienza è stata?
Ho trovato dei professionisti eccezionali, di altissimo livello. Ma se devo dire l’aspetto che più mi ha colpito è che la palestra amputati del Trivulzio è una sorta di grande famiglia, dove ho costruito rapporti di amicizia con i fisioterapisti (e non solo con loro) che mi sono portato anche nella vita di tutti i giorni. Mi rimarrà un ricordo bellissimo.


Per gli Amici del Trivulzio il 7 aprile correrà anche Carla Piersanti


Per iscriversi alla Milano Matathon e avere informazioni (anche sui benefit e gadget riservati ai concorrenti)  :

Per chi invece non se la sentisse di correre in strada, ma non volesse perdere l’occasione di vincere la gara della solidarietà è possibile sostenere i progetti di Amici del Trivulzio con una donazione, anche simbolica, attraverso la  piattaforma Rete del Dono a questo link

2 Marzo 2019 - Commenti disabilitati su Nicola: “Nella nostra squadra per la Milano Marathon anche un paziente del Trivulzio”

Nicola: “Nella nostra squadra per la Milano Marathon anche un paziente del Trivulzio”

Una staffetta made in Trivulzio, la si potrebbe definire. È quella messa in pista da Nicola Sortino, 37 anni, originario di Caltagirone in Sicilia, due figlie e una laurea in fisioterapia. Sarà lui il 7 aprile a “capitanare” una delle sei squadre, ciascuna composta da quattro atleti, che porteranno il nome degli Amici del Trivulzio stampato sui pettorali in giro per gli oltre 42 chilometri della Milano Marathon.“Non vedo l’ora”, esordisce Nicola.

Da quanto tempo lavori per il Pio Albergo Trivulzio?
Da dodici anni. Naturalmente come fisioterapista.

Sei un runner abituale?
Mi definirei piuttosto un podista “stagionale”, cioè corro outdoor da marzo a settembre circa una volta a settimana, senza grandi ambizioni in termini di performance.

Hai aspettative particolari per la gara del 7 aprile?
Sì, una fondamentale. Divertirmi.

Come è nata l’idea di formare una staffetta “interna” al Pat?
Lo spunto è arrivato leggendo le pagine intranet della nostra azienda. Così io e il mio collega Pippo Di Palma (nella foto insieme a Nicola. Nicola è quello con la barba, ndr.) ci siamo lanciati: abbiamo coinvolto un amico, ma soprattutto un paziente.

Avete una particolare strategia di gara?
Nessuna in particolare: probabilmente farò io la prima tratta, mentre gli ultimi chilometri li terminerà il paziente. Per lui in un certo senso questa esperienza è il traguardo di una vita. Per il resto, come ho detto, l’importante è che sia una bella giornata per tutti.

E un’occasione per far conoscere le iniziative degli Amici del Trivulzio, come Adotta un Nonno e Digital Trivulzio…
Certo. Questo è un obiettivo cruciale. I progetti degli Amici rappresentano la continuità del lavoro riabilitativo che noi svolgiamo all’interno della struttura e che l’associazione riesce a proseguire con e nel territorio. Un supporto fondamentale.

Ci aiuti a “inventare” uno slogan a favore degli Amici che faccia breccia fra i runner e gli amatori che incontrerete in gara?
Eccolo: Vivi come se tu dovessi morire subito, pensa come se tu non dovessi morire mai, corri come se ci fossero continui traguardi.


Per gli Amici del Trivulzio il 7 aprile correrà anche Carla Piersanti


Per iscriversi alla Milano Matathon e avere informazioni (anche sui benefit e gadget riservati ai concorrenti)  :

Per chi invece non se la sentisse di correre in strada, ma non volesse perdere l’occasione di vincere la gara della solidarietà è possibile sostenere i progetti di Amici del Trivulzio con una donazione, anche simbolica, attraverso la  piattaforma Rete del Dono a questo link