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27 Aprile 2020 - Commenti disabilitati su Dagli Amici del Trivulzio grana e riso per i poveri del municipio 7 di Milano

Dagli Amici del Trivulzio grana e riso per i poveri del municipio 7 di Milano

Amici del Trivulzio Onlus ha donato 150 kg di grana e 150 kg di riso, in collaborazione con Municipio 7, in favore di persone fragili in difficoltà. Prima tappa al Centro Multi Servizi Anziani in piazzale Segesta, dove i custodi sociali hanno accolto il presidente Marco Zanobio e l’assessore Antonio Salinari. Secondo appuntamento alla Parrocchia della Madonna dei Poveri a Baggio, dove ad aspettarli vi era don Silvano con i suoi collaboratori.

“Ecco grana e riso, provenienti dalle terre di proprietà del Pio Albergo Trivulzio, per aiutare chi oggi si trova in difficoltà, con quello spirito solidale che da 250 anni accompagna il Trivulzio nel sostenere le persone bisognose” ha detto  Zanobio. Che ha aggiunto: “Con grana e riso realizziamo strenne destinate alla raccolta fondi per sostenere i nostri progetti: oggi abbiamo voluto donare queste strenne a quanti appartengono alla nostra comunità, perché rientra negli obiettivi di Amici del Trivulzio creare un ponte fra il Pio Albergo Trivulzio e la città, un legame indissolubile, nonostante la non facile situazione che tutti stiamo attraversando”.

L’assessore di municipio 7, Antonio Salinari ha partecipato attivamente a questa iniziativa: lui e il presidente di Amici del Trivulzio hanno consegnato quanto donato nelle mani dei Custodi Sociali e di don Silvano.

L’assessore Salinari ha così ringraziato Amici del Trivulzio: “La collaborazione fra Municipio 7 e Amici del Trivulzio Onlus ogni giorno si consolida sempre più, grazie ai progetti promossi dalla onlus in favore degli anziani del nostro Municipio. Iniziative concrete e rivolte alle persone fragili, che si sviluppano con progetti all’interno del Pio Albergo Trivulzio e sul territorio del nostro municipio, con una presenza costante a fianco dei più deboli”.
Dopo neppure un’ora dalla consegna, i custodi sociali erano già pronti alla distribuzione: solidarietà, condivisione ed efficienza.

25 Aprile 2020 - Commenti disabilitati su Da Reys spa igienizzante e mascherine per il Pio Albergo Trivulzio

Da Reys spa igienizzante e mascherine per il Pio Albergo Trivulzio

Prosegue il sostegno di REYS S.p.A. - società chimica di Arcore (provincia di Milano) – che ha donato, grazie ad Amici del Trivulzio onlus, oltre 200 litri di igienizzante per le mani (Alicare 752) al Pio Albergo Trivulzio (attraverso forniture settimanali) e 400 mascherine ffp2.

“Rientra nella politica di REYS”, ha precisato l’amministratore delegato Mario Nespoli, “sostenere chi si sta occupando della cura e dell’assistenza di persone fragili in questo periodo difficile per il nostro Paese. Abbiamo donato i nostri prodotti a diversi operatori del mondo sanitario, nonché alle forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco e ad associazioni di volontariato”.

Il presidente di Amici, Marco Zanobio, che si è occupato personalmente di effettuare le consegne, ha espresso la propria gratitudine per la vicinanza dell’azienda al Pio Albergo Trivulzio. 

11 Aprile 2020 - Commenti disabilitati su La vicinanza degli Amici del Trivulzio agli ospiti e ai loro familiari

La vicinanza degli Amici del Trivulzio agli ospiti e ai loro familiari

"Come presidente di Amici del Trivulzio, in questo giorno per noi speciale, il mio reverente pensiero va - in primo luogo - alle persone che hanno perso la propria vita in questi mesi, con un particolare ricordo per gli Ospiti del Pio Albergo Trivulzio, cui ci lega un sentimento profondo. Voglio altresì esprimere il mio cordoglio ed essere vicino ai familiari per il dolore che stanno provando per non essere più insieme ai loro cari e per non aver potuto dare loro un ultimo saluto. Credo che sia un sentimento condiviso, dire grazie di cuore a quanti - con professionalità e dedizione - hanno prestato la propria opera in questo difficile momento“. Sono questi i sentimenti del presidente Marco Zanobio e di tutti i volontari e i soci del Comitato degli Amici del Trivulzio.

Perché oggi per Amici del Trivulzio è un giorno speciale?
L’11 aprile di quattro anni fa, facevamo nascere Amici del Trivulzio onlus, spinti da quello spirito di solidarietà ed accoglienza che contraddistingue la nostra città, con l’obiettivo di prenderci cura degli Ospiti del Pio Albergo Trivulzio, con progetti e iniziative per donare loro, tutti i giorni, un giorno migliore. E tanti devo dire sono stati i progetti e le attività che abbiamo promosso, così come molte sono le idee in cantiere, anche in questa fase di emergenza. In noi però oggi c’è un profondo senso di tristezza e amarezza per quanto sta succedendo, dopo che da quasi due mesi ci accompagnano dolore, angoscia e paura, anche se contrapposti a una grande forza di reagire e di stare uniti, animati da solidarietà e desiderio di uscire da questa situazione che ha investito la nostra città, la nostra regione, il nostro Paese e il mondo intero, segnando in modo profondo le nostre vite.

La deflagrazione della pandemia, anche all’interno delle strutture del Trivulzio, sta mettendo a durissima prova gli anziani ospiti e tutto il personale medico e paramedico...
Sì, i numeri e le notizie, che da diverso tempo ci arrivano in modo dirompente, ci confermano che siamo di fronte ad una situazione complicata, sotto molti punti di vista, dove gli scenari sono mutati anche rapidamente, in un’evoluzione troppo spesso imprevedibile nei modi e nei tempi. In questi ultimi giorni poi, l’attenzione di tutti si è rivolta a una realtà a noi molto cara, il nostro Pio Albergo Trivulzio, un simbolo della nostra Milano e a molte RSA, da sempre luoghi di fragilità, acuita ancor più dall’onda pandemica, che tutto e tutti travolge, coinvolgendo - non va dimenticato - sostanzialmente tutte le strutture della Regione e non solo.

Presidente, cosa si sente di dire in questo momento a proposito dell’attenzione che sta coinvolgendo il Trivulzio?
Mi lasci prima osservare come il Pio Albergo Trivulzio sia sempre oggetto di attenzione per il ruolo fondamentale, che svolge all’interno della città e - da un certo punto di vista - a livello nazionale, trattandosi del più grande polo geriatrico italiano. Però la tendenza è parlare del Trivulzio solo per le negatività, mentre credo sia giusto ricordare che in questi ultimi cinque anni, sotto le direttive del consiglio d’indirizzo (oggi uscente) guidato sapientemente dal presidente Maurizio Carrara, le direzioni generali che si sono succedute, in un percorso ancora in atto, al Trivulzio hanno fatto un grande lavoro per risanare l’Istituto dal punto di vista economico e finanziario, dando sempre massima trasparenza alle decisioni assunte.

Oggi ci troviamo ad affrontare una situazione veramente complicata e di una portata immensa. Parlare di RSA e di anziani, delle difficoltà per chi è ricoverato ma anche per chi è nelle proprie case non è certamente facile: le notizie che vengono rappresentate evidenziano una situazione difficile e impegnativa, indicano che sono state fatte scelte e che forse se ne potevano fare altre. Non lo so, con il senno del poi, tutto può sembrare più semplice da affrontare ma - quando ci si trova a dover prendere una decisione - la scelta viene assunta con le informazioni, le indicazioni e gli strumenti a disposizione in quel momento, per di più davanti a qualcosa di sconosciuto, di cui nessuno sapeva ed immaginava la violenza che potesse avere. Abbiamo visto d’altra parte come, nonostante che avessero davanti agli occhi l’esperienza di quanto accaduto in Italia, anche altri Paesi, europei e non solo, siano stati a loro volta travolti e messi a dura prova.

Ha la sensazione che le cose potessero essere gestite diversamente?
Non ho le competenze per valutare cosa in quei frangenti si dovesse/potesse fare e non voglio esprimere giudizi. Credo ci siano tanti fattori da conoscere e considerare, prima di potersi esprimere su cosa intraprendere in quelle situazioni. D’altra parte non ho neppure motivo per ritenere che non siano stati via via adottati i protocolli di prevenzione sanitaria, formulati dalle competenti superiori autorità sanitarie. Lasciamo comunque che siano le Commissioni designate e l’autorità giudiziaria, con i rispettivi ruoli, a svolgere le necessarie indagini ispettive e a condurre le inchieste, certi dell’equilibrio di valutazione che avranno di fronte agli elementi e alle circostanze, che dovranno esaminare. Il momento è difficile e doloroso per tutti quanti sono coinvolti.

L’auspicio, credo di poterlo dire a nome di tutti, è che di fronte al dramma della morte, si possa arrivare in tempi ragionevolmente brevi, nonostante le complessità, a conoscere gli esiti di questa attività, senza però che tutto si trasformi in una mera conflittualità “politica”, come già sembra trasparire leggendo i giornali, che - oserei dire - sarebbe controproducente in questo momento, ancora emergenziale: i milanesi, gli italiani non lo meriterebbero, dopo questa grande sofferenza e sarebbe forse il peggior modo per rendere onore a chi ha perso la vita e per essere vicini a chi sta soffrendo per non aver potuto dare un’ultima carezza, un ultimo bacio ai propri cari, nonché a quanti hanno contribuito con il proprio lavoro a tenere testa alla violenza pandemica.

Lei conosce bene il Trivulzio e la sua storia. Come ne usciremo?
Il Trivulzio ha 250 anni alle spalle, è passato attraverso tante situazioni difficili fra cui le guerre e anche la “spagnola”, oltre eventi che nell’ultimo trentennio hanno minato la credibilità e l’eccellenza di questa storica istituzione milanese. Oggi siamo di fronte ad una pandemia e molti utilizzano terminologie di guerra. Dovremo partire da li, tenendo conto delle diverse fasi da affrontare e mettendo al centro di ogni intervento la persona. Credo, in primo luogo, che si debba considerare il fatto che siamo ancora in emergenza, il lockdown è ancora in atto e il percorso di uscita non è ancora disegnato. Nel brevissimo, come suggerito da Luca Degani (presidente Uneba Lombardia), in un’intervista al mensile Vita, massima deve essere l’attenzione proprio verso le RSA e gli anziani, concentrando ogni sforzo possibile per garantire ogni necessaria dotazione, in termini di professionalità e di strumenti, ove eventualmente mancanti.

Nel breve occorrerà individuare percorsi che consentano di ritornare ad una graduale normalità, considerando anche gli anziani che sono nelle proprie case e sfruttando le nuove tecnologie. Penso ad esempio all’introduzione di servizi di telemedicina, con cui monitorare a distanza la salute delle persone, in una cooperazione fra paziente, medico di base e medico specialista. È un tema su cui - come Amici del Trivulzio - stiamo ragionando: basti pensare che attorno agli ambulatori specialistici del Trivulzio gravitano oltre 10.000 anziani, che oggi - per le limitazioni esistenti - non possono accedervi. Dobbiamo altresì rammentare che in una città come Milano le persone over 65 sono quasi un quarto della popolazione e gli ultra settantacinquenni circa il 13% dei cittadini. Diverso è invece un percorso di lungo periodo. Forse si dovrà ripensare e ridisegnare l’attuale modello sanitario, in modo da favorire e rafforzare anche la presenza sul territorio, in un sistema ricco di grandi eccellenze, come è stato dimostrato in questi mesi, pur con le difficoltà che il sistema ha dovuto affrontare, di fronte alla violenza inaudita della pandemia. Una cosa però mi sento di dire, così come ci siamo rialzati dopo l’ultima guerra mondiale, io credo che dovremo prendere spunto da quanto fu fatto in quella circostanza, partendo dall’agire uniti, così come fecero i nostri avi: sarebbe il gesto più bello che possiamo fare, segno che la loro morte è stata per noi di grande insegnamento.

E questo atteggiamento di unità e condivisione, credo dovrà accompagnarci anche come Amici del Trivulzio, per continuare ad essere vicini agli ospiti del Trivulzio, con quello spirito di generosità e dedizione che sempre ci ha animato e che, come non mai, dobbiamo portare avanti, nel ricordo di chi non è più con noi. Non sarà semplice, ma insieme - come molte volte abbiamo sentito e letto in questi giorni - ce la faremo.

Qual è il pensiero con cui vorrebbe chiudere queste sue considerazioni?
Concludo, permettendomi di rivolgere un invito a tutta la città e a tutti i milanesi perché si stringano in un abbraccio - oggi necessariamente simbolico, ma in futuro con gesti concreti - agli Ospiti del Pio Albergo Trivulzio e ai nostri Anziani, per non lasciarli soli, mettendo a disposizione ogni possibile fattivo strumento per la loro tutela, così da portare loro rispetto e riconoscenza per quanto ci hanno dato e perché continuino ad essere - per noi - di esempio e stimolo nel coniugare il dare e il fare, che sono simbolo dello spirito milanese.

6 Aprile 2020 - Commenti disabilitati su Coronavirus, Digital Trivulzio non si ferma

Coronavirus, Digital Trivulzio non si ferma

Malgrado l’emergenza Coronavirus non si ferma il corso Digital Trivulzio promosso dagli Amici del Trivulzio. Sono infatti una trentina gli anziani, fra quelli già iscritti, (ma residenti nelle proprie abitazioni) che hanno aderito alla formazione a distanza pensata dal nostro Comitato insieme al partner Informatici Senza Frontiere Lombardia per dare continuità all’iniziativa di alfabetizzazione digitale in un momento così difficile.

Il format a distanza prevede i consueti due livelli: base e avanzato. Il primo si tiene il giovedì alle 11, il secondo il venerdì alla stessa ora. Entrambi si svolgono sulla piattaforma Jitsi in videoconferenza gratuita. «Per partecipare», spiega il coordinatore regionale di Informatici Senza Frontiere Pierlorenzo Castrovinci, «è sufficiente avere un computer e una connessione internet, al resto pensiamo noi».

Le prime due lezioni si sono svolte la scorsa settimana. «Tutto è andato molto bene, prima del collegamento abbiamo fornito a ogni partecipante le credenziali di accesso e alcune semplicissime istruzioni per personalizzare l’esperienza», aggiunge Castrovinci. I feedback? Decisamente positivi.

Questi alcuni dei messaggi che gli studenti, di età compresa fra i 65 e gli 80 anni, hanno fatto pervenire agli organizzatori per manifestare il proprio gradimento: «È stato molto utile mi piace grazie», «è stato anche un momento in più di coesione», «è stata piacevole e divertente e in questo momento abbiamo bisogno di un po' di leggerezza . Grazie a tutti anche della infinita pazienza verso di noi "ragazzi over 65 "», «molto utile e divertente anche». «L’obiettivo», chiosa Castrovinci, «forse prima ancora di proseguire nel nostro percorso formativo era quello di creare un momento di condivisione che tenesse vive le relazioni fra un gruppo di persone che aveva dimostrato un certo affiatamento».

Un valore aggiunto straordinario in un momento come quello che stiamo vivendo noi e in particolare gli anziani.

3 Aprile 2020 - Commenti disabilitati su Il mondo produttivo a fianco del Pio Albergo Trivulzio

Il mondo produttivo a fianco del Pio Albergo Trivulzio

REYS S.p.A. - società chimica di Arcore (provincia di Milan), che ha riconvertito parte della propria produzione per realizzare prodotti igienizzanti e sanificanti - ha donato, tramite Amici del Trivulzio Onlus e attraverso forniture settimanali, 100 litri di igienizzante per le mani al Pio Albergo Trivulzio. L’amministratore delegato Mario Nespoli e la proprietà hanno dichiarato la propria disponibilità ad ulteriori donazioni, “con l’obiettivo di sostenere realtà, che si stanno dedicando alla cura e all’assistenza di persone fragili, quali gli anziani milanesi, ospiti del Pio Albergo Trivulzio”.

Il presidente di Amici, Marco Zanobio, ha sottolineato come in un momento così delicato  “anche il mondo produttivo si sta dimostrando generoso verso il Pio Albergo Trivulzio, oggi ancor più attento ai bisogni e alle fragilità delle persone anziane”.

 

31 Marzo 2020 - Commenti disabilitati su Vodafone Italia dona ad Amici del Trivulzio 30 tablet per il servizio “Videochi…Amiamoci”

Vodafone Italia dona ad Amici del Trivulzio 30 tablet per il servizio “Videochi…Amiamoci”

Grazie all’attività condotta da Amici del Trivulzio, Vodafone Italia – con grande generosità – ha donato 30 tablet completi di scheda sim prepagata a sostegno del servizio “Videochi…Amiamoci”, promosso dal Pio Albergo Trivulzio: il servizio - grazie anche ai contributi raccolti presso singoli donatori - è stato ampliato ed esteso a tutti i reparti del Trivulzio, così da consentire agli Ospiti di poter mantenersi in contatto, sia pure in modo virtuale, coi propri familiari.

Il presidente  Marco Zanobio nel ringraziare Vodafone e tutti quanti hanno generosamente accolto l’invito di Amici del Trivulzio a sostenere il progetto , ha voluto precisare che “si sta attivando per ulteriormente ampliare la dotazione di strumentazione, in modo da offrire il servizio anche agli Istituti Principessa Jolanda, Frisia e alle Comunità dei Martinitt e delle Stelline, per favorire il più possibile la vicinanza fra le persone, in questo momento di grande difficoltà per tutti e così ridurre il senso di solitudine degli ospiti e di apprensione dei familiari”.

27 Marzo 2020 - Commenti disabilitati su Regaliamo una videochiamata agli anziani del Trivulzio

Regaliamo una videochiamata agli anziani del Trivulzio

La Lombardia, la città di Milano, gli ospedali, i medici, gli operatori sanitari e i volontari sono in questi giorni e in queste ore al centro dell’emergenza coronavirus. In questo contesto, anche le residenze per anziani e le persone anziane al proprio domicilio vivono situazioni di grande difficoltà. Come sapete il Pio Albergo Trivulzio accoglie circa 1.200 Ospiti. È a loro che in queste settimane così dure va il nostro abbraccio e il nostro pensiero, così come a tutti gli operatori del Trivulzio, che con grande professionalità ed attenzione li seguono e li assistono. Non potendo accedere alla struttura, ci siamo chiesti come potessimo rendere meno angosciose queste giornate vissute in isolamento. Una prima risposta (ma nei prossimi giorni ce ne saranno altre, di cui vi daremo conto) è stata quella di sposare e sostenere l'iniziativa "Videochi...Amiamoci", attivata dal Pio Albergo Trivulzio per tenere sempre più vicini gli ospiti dell'Istituto ai propri familiari, grazie a un servizio di videochiamate.

Ad oggi sono attivi 10 smartphone attraverso i quali gli ospiti sono in grado di sentire e vedere i loro familiari, che in questo momento non possono andare a trovarli in ragione delle regole adottate per prevenire il diffondersi del contagio.

Sembra una piccola cosa, ma per i nostri anziani si tratta di una grandissima opportunità, il poter coltivare e tenere vivi i contatti con i parenti e i propri cari.

Molti ospiti non sono infatti nelle condizioni di salute per poter gestire un cellulare in autonomia, in particolare in un momento in cui sono richieste attenzioni di igienizzazione straordinarie. Grazie a “Videochi...Amiamoci", sono invece gli operatori del Trivulzio ad occuparsi di questi aspetti. Il servizio funziona ed è molto richiesto, tanto che servirebbero più device e sim per poter allargare la platea dei beneficiari e la frequenza dei contatti. «Appena abbiamo percepito questa esigenza», spiega il presidente degli Amici del Trivulzio Marco Zanobio, «abbiamo deciso di attivare una raccolta fondi - tramite Rete del Dono - per acquistare smartphone e tablet, dotati di sim, in modo da potenziare il servizio offerto. Ci siamo proposti di portare il servizio in tutti i reparti del Trivulzio e anche nelle sedi distaccate di Principessa Jolanda e dell’Istituto Frisia a Merate. Mi sono altresì mosso con aziende amiche per verificare la disponibilità ad aiutarci».

Cari amici non lasciamo soli i nostri Ospiti in questo difficile momento così difficile! 

 

 

15 Marzo 2020 - Commenti disabilitati su Da casa, ma sempre accanto al personale del Trivulzio e ai suoi Ospiti

Da casa, ma sempre accanto al personale del Trivulzio e ai suoi Ospiti

Cari Amici,

In questi giorni angosciosi, in molti rimpiangono la “vita di prima”, la “normalità”, la “quotidianità di ogni giorno”. Questa pandemia invece costringe a fermarci. Costringe a fare delle valutazioni sulla nostra vita. Costringe a guardarci negli occhi. Costringe a progettare a un dopo che non sarà come il prima. Costringe a progettare qualcosa di nuovo, qualcosa di migliore. Lo dobbiamo a noi stessi e al senso delle cose che facciamo.

Come comunità, in particolare in Lombardia e a Milano, stiamo toccando con mano la fatica disperata e il senso di impotenza di tanti operatori sanitari e sociali, che - con grande sacrificio - lottano per tutti noi. E, al contempo, stiamo toccando con mano il dolore della perdita dei nostri cari e di tante persone anziane. La cronaca, drammatica, ci spinge a mettere a fuoco il valore fondante nel nostro vivere comune: il prendersi cura gli uni degli altri. In varie forme, e a vario titolo, ma è questa la consapevolezza che in tanti stiamo mettendo a fuoco.

In questo momento, il nostro pensiero e il nostro abbraccio non può che rivolgersi a tutto lo straordinario personale del Pio Albergo Trivulzio, per la dedizione e la professionalità nella cura e nell’assistenza dei suoi Ospiti, nonché proprio a tutti i cari Ospiti, con cui condividiamo ogni giorno tante belle cose. Gli Amici del Trivulzio sono nati e sono cresciuti in questi anni accanto agli uni e per rendere migliore la vita degli altri. Una missione che oggi, seppure a distanza, sentiamo ancora più forte e più urgente. Abbiamo bisogno di uomini e donne di buona volontà che siano disponibili a lavorare per il bene comune, superando l’egoismo e la logica del tornaconto personale. Noi, da volontari e da cittadini attivi, vogliamo essere parte di questa comunità consapevole. E vogliamo esserlo con strumenti sempre più innovativi e impattanti sulla vita degli anziani. Useremo questo tempo che ci tiene lontani dal Trivulzio per migliorare dove possibile la qualità dei nostri progetti sociali e immaginare interventi nuovi e sempre più aderenti alle necessità delle persone anziane, a fianco al nostro progetto per gli spazi verdi dedicati agli Ospiti e alle attività per favorire lo sviluppo del Digital e delle Letture ad Alta Voce. È questo l’impegno che ci prendiamo anche nei confronti di tutti i nostri donatori. Il tempo del #restiamoacasa per noi sarà anche il tempo del #restiamoaccanto.

Nel concludere questo mio messaggio, vi unisco la favola di un piccolo uccellino, il Colibrì, che può insegnarci molto.

Un giorno, nella foresta, scoppiò un grande incendio.
Tutti gli animali, di fronte all'avanzare delle fiamme, scappavano terrorizzati, mentre il fuoco distruggeva ogni cosa.
Leoni, zebre, elefanti, rinoceronti, gazzelle e molti altri animali cercavano rifugio nelle acque del grande fiume ma ormai l'incendio stava arrivando anche lì.
Mentre tutti discutevano animatamente sul da farsi, un piccolissimo colibrì si tuffò nelle acque del fiume. Dopo aver preso nel becco una goccia d'acqua, la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo.
Il fuoco non se ne accorse neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento.
Il colibrì, però, non si perse d'animo e continuò a tuffarsi per raccogliere ogni volta una piccola goccia d'acqua che lasciava cadere sulle fiamme.
La cosa non passò inosservata.
A un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: "Cosa stai facendo?". L'uccellino gli rispose: "Cerco di spegnere l'incendio. Io faccio la mia parte!".
Il leone si mise a ridere: "Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?". Insieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo in giro.
L'uccellino incurante delle risate e delle critiche, si gettò nuovamente nel fiume per raccogliere un'altra goccia d'acqua.
A quella vista un elefantino, che fino a quel momento era rimasto al riparo tra le zampe della madre, immerse la sua proboscide nel fiume. Dopo aver aspirato quanta più acqua possibile, la spruzzò su un cespuglio che stava ormai per essere divorato dal fuoco.
Anche un giovane pellicano si riempì il grande becco d'acqua e, preso il volo, la lasciò cadere come una cascata su di un albero minacciato dalle fiamme.
Contagiati da quegli esempi, tutti i cuccioli d'animale si prodigarono insieme per spegnere l'incendio, che ormai aveva raggiunto le rive del fiume.
A quella vista gli adulti smisero di deriderli e, pieni di vergogna, incominciarono ad aiutarli. Quando le ombre della sera calarono sulla savana, l'incendio poté dirsi ormai domato.
Il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse: "Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti, ma pieni di coraggio e di generosità. Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d'acqua può essere importante e che «insieme si può» spegnere un grande incendio".

L'Italia è un grande Paese, tanti sono i colibrì: "insieme si può" e sono certo che insieme usciremo a testa alta da questa situazione. Facciamo la nostra parte e “andrà tutto bene”, come hanno voluto scrivere gli operatori del Trivulzio nei loro reparti (in foto un'immagine del personale sanitario del Trivulzio).

Grazie a Tutti!

Cordialmente

Marco Zanobio
Presidente Amici del Trivulzio Onlus

 

3 Dicembre 2019 - Commenti disabilitati su La Tosca di Puccini? Vieni a vederla al Pio Albergo (con gli Amici del Trivulzio)

La Tosca di Puccini? Vieni a vederla al Pio Albergo (con gli Amici del Trivulzio)

L’appuntamento è fissato per sabato 7 dicembre alle ore 17 all’auditorium Gianluigi Porta del Pio Albergo Trivulzio, in via Trivulzio 15 a Milano. Dopo il successo dello scorso anno, infatti, la Baggina ospiterà la prima della Scala, nell’ambito del progetto “La Prima diffusa” promosso dal Comune di Milano. L’opera inaugurale della stagione del teatro meneghino sarà la Tosca di Giacomo Puccini, giunta al suo 119° compleanno. Diretta da Riccardo Chailly con la regia di Davide Livermore (che ha già firmato con successo “Attila” per l’inaugurazione 2018/2019) sarà trasmessa in diretta mondiale da Rai, grazie alla nona edizione di “Prima diffusa”. La città verrà infatti animata da oltre 50 iniziative tra proiezioni, concerti, performance, reading, incontri e conferenze dedicati all’opera, che coinvolgeranno più di 40 luoghi della cultura milanese e spazi cittadini simbolici presenti in tutti i 9 Municipi, fra cui appunto il Pio Albergo Trivulzio, che sarà una delle sedi del municipio 7.

“Siamo giunti alla nona edizione di Prima diffusa, e ogni anno scopriamo sempre più quanto questa manifestazione sia attesa dalla città:”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, che recentemente in occasione di Book City è stato ospite del Pio Albergo e del comitato degli Amici del Trivulzio, “la condivisione di un appuntamento così importante e sentito, qual è la Prima della Scala, unita a un programma di approfondimento e partecipazione diffuso in tutta Milano, assicura a questo evento una condivisione amplissima che va al di là dell'ascolto in diretta dell'opera”.

Per accompagnare gli spettatori nell’interpretazione del capolavoro pucciniano che interverranno all’Auditorium Porta (ingresso gratuito, un centinaio i posti a disposizione fino ad esaurimento) dalle 17,20 sarà con noi la professoressa Elena Barbalich, docente di Regia all’Accademia delle Belle Arti di Venezia e lei stessa regista teatrale.

L’inizio dell’opera è previsto per le ore 18, mentre la rappresentazione durerà circa tre ore incluso l’intervallo. Al termine della Prima vi sarà un “dopo teatro solidale”, che sarà anche l'occasione per presentare al pubblico le attività degli Amici del Trivulzio. Il Questo il menu: risotto alla milanese con riso proveniente dalle terre del Trivulzio, raspadura lodigiana anch’essa trivulziana (offerta dal caseificio Dedé) vino bianco e vino rosso (offerto da un benefattore anonimo) nonché panettone milanese (offerto da Coop Lombardia).

E-mail: Info@amicideltrivulzio.it
Tel: 02/4029664

 

 

16 Novembre 2019 - Commenti disabilitati su Letture ad Alta Voce: Bolognini e Del Corno “cantano” Milano per gli anziani del Trivulzio

Letture ad Alta Voce: Bolognini e Del Corno “cantano” Milano per gli anziani del Trivulzio

“Sì, me lo ricordo: passavano per i tetti come i gatti, l’Isola era un quartiere di malviventi”. La scintilla è scoppiata quando le due lettrici, Ivana e Stefania (nella foto qui sotto, Ivana con la sciarpa), leggendo Per Milano di Alda Merini hanno evocato il Robin Hood dell’Isola, al secolo il bandito Ezio Barbieri esponente di punta della ligera, la mala milanese, nato e cresciuto in via Borsieri.  Molti dei circa 50 anziani ospiti del Pio Albergo Trivulzio che giovedì 14 novembre hanno partecipato alle Letture ad alta voce nell’ambito di Book City Milano, avevano quel ricordo ancora nitido nella memoria.

La città di Milano è stata al centro delle letture di un pomeriggio molto particolare. Insieme ai “tradizionali” lettori volontari del Patto di Milano per la lettura all’iniziativa promossa dagli Amici del Trivulzio in collaborazione col Pio Albergo e l’Area Biblioteche del Comune a intrattenere i nonni della Baggina si sono uniti gli assessori Stefano Bolognini e Filippo Del Corno. Il primo responsabile della Politiche sociali, abitative e disabilità in Regione Lombardia, il secondo della Cultura a palazzo Marino.

Bolognini ha scelto il celebre passaggio manzoniano del cielo di Lombardia nei Promessi Sposi: “Quel Cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace”. Del Corno ha invece optato per un passaggio del Velocifero di Luigi Santucci. In coda alla “performance” entrami gli amministratori hanno espresso apprezzamento e sostegno per il progetto e si sono intrattenuti con gli anziani e i alcuni ragazzi dei Martinitt e Stelline che hanno preso parte al pomeriggio. Presenza sottolineata dal presidente degli Amici del Trivulzio Marco Zanobio (“Tenere viva la relazione fra i giovani e gli anziani è una ricchezza per entrambi”). La chiusura è toccata al direttore generale del Trivulzio Giuseppe Calicchio che proprio giovedì ha festeggiato il suo 48esimo compleanno: “Questa iniziativa dimostra ancora una volta come cultura e politiche sociali possano ben dialogare per rendere la nostra comunità, quella del Trivulzio, sempre più rispondente ai bisogni delle persone fragili che la abitano. È questa la strada che abbiamo intrapreso dal mio insediamento e che continueremo a perseguire, un approccio che potremmo definire cultura della carezza”.

Nella foto di apertura da sx: Giuseppe Calicchio, Marco Zanobio, Filippo Del Corno e Stefano Bolognini