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18 Marzo 2021 - Commenti disabilitati su Gli Amici del Trivulzio, il Covid e la staffetta partigiana

Gli Amici del Trivulzio, il Covid e la staffetta partigiana

Nella prima Giornata nazionale in memoria delle Vittime del Covid, il 18 marzo, presso il Pio Albergo Trivulzio, è stata vaccinata la signora Laura Wronowski, 97 anni, staffetta partigiana. Tutto ciò è stato possibile grazie alla disponibilità della direzione del Pio Albergo Trivulzio e degli operatori dell’Istituto, che hanno accolto la richiesta avanzata dalla fondazione da Amici del Trivulzio.

“Leggendo la notizia apparsa su La Repubblica martedì scorso, in cui veniva segnalata la situazione della signora Laura che - dopo un mese dalla prenotazione - non aveva avuto ancora alcuna risposta” racconta Marco Zanobio, presidente di Fondazione Amici del Trivulzio, “ho desiderato verificare se per il Pio Albergo Trivulzio fosse possibile prendere in carico la signora e procedere alla sua vaccinazione”. Avuto il via libera del Trivulzio, risultando la signora Laura nell’elenco delle persone da sottoporre a vaccinazione, continua Zanobio, “insieme a Barbara Caimi, responsabile dell’unità vaccinale del Trivulzio, abbiamo chiamato il figlio della signora Wronowski per comunicare la bella notizia e, verificate le disponibilità, fissare l’appuntamento per la prima inoculazione del vaccino avvenuta proprio oggi”. “Che tutto ciò sia successo proprio nel giorno della ricorrenza dei 160 anni dall’Unità d’Italia, credo sia un gesto di profonda riconoscenza verso la signora Laura, una persona straordinaria, come mi ha scritto Roberto Cenati, presidente dell’Anpi provinciale di Milano, per ringraziarmi per il bellissimo gesto”. “Un dono”, aggiunge Zanobio, “in segno di gratitudine per la sua lunga vita dedicata alla nostra libertà”. “La signora Wronowski è infatti simbolo di quell’Italia che, grazie all’opera di tante persone, ha saputo ritrovare la libertà. Ora è nostro dovere ricambiare il dono che tutti noi abbiamo ricevuto”, ha detto Zanobio in un’intervista a Repubblica in un pezzo firmato da Zita Dazzi.

Amici del Trivulzio desidera che questo gesto simbolico diventi anche una sorta di esortazione alle Istituzioni tutte, perché diano concretezza a quel cambio di passo, che il generale Francesco Paolo Figliuolo ha chiesto per consentire di raggiungere gli obiettivi del nuovo piano vaccinale. “So che non sarà facile e che sarà richiesto uno sforzo immane a tutti, alle istituzioni, agli operatori, alle forze dell’ordine, ai volontari, alla complessa macchina del piano vaccinale, ma anche a noi cittadini, che - con pazienza, rispetto e semplicità, come il nostro Presidente Mattarella ha saputo dimostrare attendendo il suo turno - potremo accedere alla vaccinazione. È il momento di mettere da parte le polemiche, i privilegi, le critiche non costruttive e tutti insieme stare uniti per agire per un obiettivo condiviso: ritornare alla normalità, probabilmente nuova, ma sicuramente da tutti noi voluta. Affidiamoci alle indicazioni degli studiosi e degli scienziati, che vedono nella vaccinazione il possibile strumento per uscire da questa situazione, che ha travolto e stravolto la vita di tutti noi, portandosi via tante persone a noi care.”, riflette il presidente degli Amici.

Che poi chiosa, ripensando alla vicenda della signora Laura: “Ancora una volta, possiamo dire che, grazie alla sensibilità e alla dedizione degli Operatori del Pio Albergo Trivulzio, cui va la mia più sentita riconoscenza, la rete della solidarietà ambrosiana compie un gesto di rispetto e vicinanza alle persone più fragili”.

In foto Laura Wronowski subito dopo la vaccinazione, con lo staff medico, la responsabile del piano vaccinale del Pat Barbara Caimi,  il figlio e il presidente di Amici del Trivulzio Marco Zanobio

5 Gennaio 2021 - Commenti disabilitati su Digital Trivulzio, tornano le lezioni on line di informatica per gli over 65

Digital Trivulzio, tornano le lezioni on line di informatica per gli over 65

Hai 65 anni o più, o conosci qualcuno in questa fascia di età interessato a prendere dimestichezza con le nuove tecnologie o a migliorare le sue competenze? Digital Trivulzio è l’occasione che fa al caso tuo: un corso via web aperto a tutti gli anziani della città di Milano e non solo. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione degli Amici del Trivulzio che da anni prima dello scoppio della pandemia in collaborazione con la sezione lombarda di Informatici senza frontiere dedica queste ore di formazione agli ospiti del Trivulzio, ma anche agli studenti over 65 esterni alla struttura.

Le lezioni online di informatica saranno tenute una volta alla settimana nella giornata del giovedì in due sessioni: dalle 10.00 alle 13.00 il corso " Microsoft Office" e dalle 16.00 alle 18.00 il corso " Base". La prima edizione del 2021 inizierà giovedì 14 gennaio per terminare il giovedì 18 marzo (come di consueto seguiranno l’edizione primaverile da aprile a luglio e quella autunnale da settembre a dicembre). Per partecipare basta avere una connessione web (meglio wi-fi) e un dispositivo di supporto (pc, mac, tablet…)

Sono già una ventina gli studenti della precedente edizione che hanno confermato la loro adesione. Nessun problema però. La modalità on line consente di accogliere tutte le iscrizioni (gli organizzatori hanno già previsto in caso di necessità di replicare i corsi del giovedì anche in un altro giorno della settimana, molto probabilmente il venerdì).

La partecipazione ai Corsi di informatica comporta il versamento di un piccolo contributo ad Amici del Trivulzio Onlus" ; la donazione sarà destinata a finalità sociali in aiuto a favore di anziani e persone fragili e sarà detraibile fiscalmente. Per ogni donazione naturalmente sarà rilasciata specifica ricevuta.

Volete saperne di più? Il giorno 11 gennaio ore 10.30 si svolgerà Open Day Online per fornire tutte le risposte a dubbi o maggiori informazioni. Per la partecipare a Open Day è necessario iscriversi a info@amicideltrivulzio.it oppure telefonare in segreteria (dalle ore 9.00 alle ore 13.00) al numero 340.4661880.

9 Novembre 2020 - Commenti disabilitati su Gabriele Albertini: il Contagio, il Cuore di Milano e il cavallo del Missori

Gabriele Albertini: il Contagio, il Cuore di Milano e il cavallo del Missori

Sindaco di Milano per due mandati dal 1997 al 2006, Gabriele Albertini ha sempre considerato il legame con la sua città un elemento importante della sua lunga e variegata esperienza politica e civica. Non sorprende dunque che sia stato proprio lui a firmare la prefazione al libro "Nel contagio il cuore di Milano" (di Attilio Busolin, Giovanni Colombo e Marco Zanobio, edizioni Heimat), che sabato 14 alle 15,30 sarà al centro di una presentazione pubblica in digitale nell'ambito di Book City. In questo dialogo con gli Amici del Trivulzio, onlus che si occupa degli anziani ospiti del Trivulzio e di quelli dei quartieri limitrofi a cui sono destinati i proventi delle vendite del libro, Albertini rinnova il suo affetto per Milano riscoprendone l'innata resilienza in un momento così particolare.

"Una bella storia milanese", l'ha definita: in che cosa è così milanese questa libro?
La prima ragione è che questa iniziativa e le attività che si propone di sostenere sono opera di volontari. I tre autori sono persone che nella loro vita fanno altro, ma hanno scelto di "creare" qualcosa per la loro città. L’offrirsi al bisogno con generosità e con gioia è la rappresentazione del cor in man e della tipica sensibilità milanese. L’altro elemento centrale è che questo testo cerca nel passato, nelle storiche statue della città, la leva per trovare la visione e la resilienza in grado di superare momenti dolorosi e critici come quelli in cui ci troviamo. È uno spirito pragmatico e sentimentale insieme. Ribadisco in questa opera ritrovo la Milano del coeur in man, del mi lavori semper e - aggiungo - del mai content e del fai i ròbb giust, perché qui si tende sempre al miglioramento, anche di se stessi.

Il libro ci guida in un percorso che guarda alla storia di Milano, ma non esclusivamente dei grandi personaggi milanesi…
Questa è un’altra caratteristica tipica di Milano. Pensiamo solo al santo patrono. Sant’Ambrogio che è nato a Treviri in Germania. Basta fare un giro al Famedio per rendersi conto che la più parte dei grandi milanesi non sono nati qui, ma hanno vissuto e dato il meglio di sé, a cominciare da sant’Ambrogio, nella nostra città. Ricordo che quando andai a Fucecchio alla festa del 90esimo compleanno di Indro Montanelli (il testo della didascalia della statua del grande giornalista è stato scritto proprio da Albertini, ndr), a un certo punto disse una frase che vale per lui, ma vale per tutti i grandi milanesi: “Ciò che sono lo devo a Fucecchio, ma ciò che sono diventato lo devo a Milano”. Milano è una città che accogliere e valorizza i talenti. Poi c’è l’altro aspetto rilevante, a cui accennavo prima. La propensione verso il futuro, verso la conoscenza, verso il cambiamento –Milano da sempre anticipa le cose che poi succedono nel resto d’Italia – nei momenti grande tensione si rifugia nelle sue radici, non per ritrarsi, ma per trovare risorse, energie e coraggio per affrontare le calamità sul base proprio di quello che in passato si è stati capaci di fare.

C’è una statua fra quelle rappresentate nel libro a cui lei è particolarmente affezionato?
Ce ne sono tante, ma se devo sceglierne una direi quella del Missori a cavallo. L’eroe delle 5 Giornate torna da una battaglia. Il cavallo non viene rappresentato come nelle epopee equestri galoppante, impannante o fiero come nel caso della statua di Vittorio Emanuele. Al contrario è lì, con la testa bassa, stremato dalle fatiche, forse anche ferito. Ma tira avanti e prosegue nel cammino insieme al suo cavaliere. Quel monumento è il segno della resilienza. C’è una grande dignità e soprattutto non c’è la resa. Anche se mi rimane un’ultima goccia di energia io la metto in campo. Lo trovo splendido. Anche perché non c'è alcuna retorica. È lo spirito tiremm innanz di Amatore Sciesa.

Come sta cambiando Milano in questi mesi così complicati?
Nel 2019 Milano ha avuto 500mila visitatori in più dell’anno dell’Expo. Eravamo la smart city italiana per eccellenza. E lo era davvero e come tale era riconosciuta nel mondo. I 40 miliardi di investimento in immobili dal mondo lo dimostrano. Ora lo scenario è cambiato. Come sappiamo la città sta affrontando una crisi sanitaria e una crisi economica ed entrambe stanno avendo conseguenze pesantissime. Io penso però che Milano rispetto al resto del Paese abbia qualcosa di diverso e, da milanese fanfaron e bauscia dico, qualcosa di migliore. Mi viene in mente una frase attribuita a Churchill alla fine della seconda guerra mondiale dopo la vittoria sul nazismo: “Mai sprecare una grande catastrofe”. Voleva dire che di fronte alle vicende dolorose ci sono diversi modi di porsi: quello della fuga, quello della resa oppure quello che trae dalla criticità lo stimolo per superare i nostri difetti e per generare quello che prima ci mancava. In una parola per essere migliori. Ecco Milano, penso, troverà un nuovo modello di sviluppo magari più attento alla coesione sociale e come il cavallo del Missori “tirerà avanti”.

Per ricevere il libro e sostenere le attività degli Amici del Trivulzio clicca qui

2 Novembre 2020 - Commenti disabilitati su Attilio Busolin: “Vi racconto perché ho messo la mascherina alle statue di Milano”

Attilio Busolin: “Vi racconto perché ho messo la mascherina alle statue di Milano”

“L’idea di questo libro nacque dopo che il 22 marzo, quasi per caso, tracciai di getto uno schizzo della nostra cara Madonnina del Duomo che rappresentai con quella mascherina chirurgica che, in quei giorni, facevamo tutti tanta fatica a trovare. Da lì, ogni sera, quasi come un fioretto da terminare l’ultimo giorno di lockdown cercavo, insieme a Marco e Giovanni - pungoli costanti - un simbolo, una statua della nostra Milano, dalle più conosciute alle meno note che potesse trasferire le sensazioni personali e gli stati d’animo di quel periodo, come se fossero dei custodi mascherati che vigilano su di noi, sulla nostra città e sui suoi valori. Questi schizzi rappresentano il nostro essere, i sentimenti e lo spirito di quei giorni, nella grafica e nei colori, nei materiali prima scarsi e poi ritrovati, nella stanchezza di quelle serate”. Così Attilio Busolin spiega come è nata l’idea di “Nel contagio il cuore di Milano” un libricino originale, solidale e pieno di passione per Milano, per la sua gente e per la sua storia. Un libro lungo 43 giorni, i giorni del primo lockdown: una statua per ogni giorno.

Busolin è un dirigente di banca (“oltre che un alpino e  grande appassionato di Telemark”, tiene a precisare). Nella sua vita professionale (“che da sempre assorbe gran parte del mio tempo”) si occupa di finanza per le imprese per un importante istituto di credito italiano. Questo dalle otto del mattino alle otto di sera. Nelle sere di quelle settimane così straordinarie e tragiche è riemersa la sua vecchia passione: quella delle vignette e dell’illustrazione (in casa e fra gli amici, tra cui Marco Zanobio e Giovanni Colombo, “i pungoli costanti” di cui sopra, le sue moleskine con gli appunti e i disegni di viaggio sono un must). I proventi del libro, che sarà presentato a Book City (14 novembre ore 15,30), saranno destinati alle attività a favore degli anziani di Milano promosse da Amici del Trivulzio onlus.

La Madonnina, simbolo universale di Milano e la mascherina chirurgica, simbolo altrettanto universale della pandemia, ma anche della resistenza contro questo terribile virus. Partiamo da qui.

Come le è venuta in mente di “mascherare” la Madonnina?
Ho visto una mia vecchia foto sulla i-Pad della Madonnina e sono partito. Era il 22 marzo. Non mi sono più fermato, sino alla fine del blocco. E oltre alla mascherina ho introdotto un altro elemento fisso: i colori della bandiera italiana. Per dire che Milano e l’Italia erano una cosa sola, un’unica comunità sofferente, ma unita contro il virus.

 

43 statue, quali quelle a cui è più affezionato?
La Madonnina sicuramente, la prima e penso anche la meglio riuscita. Poi mi piace il Vittorio Emanuele, l’espressione del cavallo è realistica. Anche il Pegaso, la Terza giornata (qui in sotto) e Garibaldi funzionano bene. Credo.

Non solo personaggio milanesi o italiani, per esempio c’è anche un Nelson Mandela…
Essere accogliente, generosa e aperta al mondo è nel dna di Milano. Nella serie non potevano mancare gradi personaggi a cui la nostra città ha dedicato un monumento. Ma la vignetta di Mandela obiettivamente non è granché. Quel verde c’entra poco.

Eppure ha deciso di pubblicarla lo stesso, perché?
Ho tenuto tutto. E poi per tanti giorni ho dovuto lavorare con i gessetti e i pennarelli che avevo in casa. All’inizio per esempio non trovavo gli acquarelli. E questo ha inciso sulla qualità del disegno. Queste sono vignette figlie di quel momento. Belle o brutte che siano hanno un’anima, raccontano un sentimento, un momento unico

Cosa rappresenta per lei Milano?
Come si evince dal cognome io vengo da fuori, metà trentino e metà veneto. Ma come è successo a tanti Milano mi ha dato la possibilità di realizzarmi dal punto di vista professionale e umano. Questo libro per me è anche un modo per riconoscere gratitudine verso la mia città. I fondi che raccoglieremo serviranno a rendere migliore la vita a tanti anziani di Milano. La fascia di popolazione che più sta soffrendo gli effetti della pandemia.

Ora però ci risiamo, le toccherà allungare la serie delle statue mascherate…
Me lo hanno chiesto. Vediamo se trovo l’ispirazione, ci potrei pensare. Come abbiamo scritto nella conclusione del libro “gli accadimenti sembrano riportarci indietro nel tempo, al lockdown di primavera, quando tutto sembrava sospeso. Continuiamo quindi ad agire con responsabilità, rispetto e pazienza, animati da un sentimento fraterno. Ormai abbiamo capito che nessuno si salva da solo”. Infine mi lasci fare un sentito ringraziamento all’amico Cesare Moroni di  Moroni Editore e Edizioni Heimat che  ci sta aiutando veramente tanto, e con il cuore in mano,  in questo progetto”

Il libro “Nel contagio, il cuore di Milano” può essere richiesto ad Amici del Trivulzio onlus (info@amicideltrivulzio.it) oppure attraverso il sito di Moroni Editore (https://www.moronieditore.it/). Le donazioni raccolte contribuiranno a sostenere le attività solidali di Amici del Trivulzio a favore degli anziani di Milano.

28 Ottobre 2020 - Commenti disabilitati su Gli Amici del Trivulzio portano il cuore di Milano a Book City

Gli Amici del Trivulzio portano il cuore di Milano a Book City

Una storia di solidarietà tutta milanese: è quella raccontata nel libro "Nel contagio, il cuore di Milano" di Attilio Busolin, Giovanni Colombo e Marco Zanobio (presidente di Amici del Trivulzio) che, attraverso i disegni di alcune statue simbolo di Milano, tutte con mascherina chirurgica, ripercorre gli stati d’animo e le sensazioni dei giorni del primo lockdown, 43 giorni vissuti in un mondo sospeso. Il “Modello Milano” che piano piano si spegne; il contagio che arriva al cuore di Milano, una Milano che ancora oggi nel pieno della seconda ondata del virus, vuole ripartire proprio dal suo cuore, da quel suo spirito di fare e dare, che sempre ha caratterizzato la città meneghina. La memoria dei tempi passati si incrocia dunque con quella dei nostri giorni, per mettersi alla ricerca - con responsabilità e generosità - di una città nuova, con uno stile di vita che palpiti come il cuore. Il libro sarà presentato, in occasione di Book City, il 14 novembre alle 15,30. All'evento naturalmente in versione digitale, , oltre agli autori parteciperà fra gli altri, il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo. L'iniziativa promossa dagli Amici del Trivulzio  servirà anche per sostenere i progetti in favore degli anziani milanesi portati avanti dalla Onlus.

Il giorno prima, il 13 novembre, sempre nell'ambito di Book City, Amici del Trivulzio in collaborazione con Finer Finance Explorer organizzerà un altro interessante appuntamento: "A rischio? Aree di vulnerabilità e forme di resilienza. Prima e dopo Covid 19, tra storia, filosofia ed economia".

Ma come ogni anno oltre agli Amici del Trivulzio saranno molti i luoghi e le esperienze del sociale protagoniste di questa Book City al 100% in formato on line: dalle carceri milanesi all'ospedale Humanitas, passando per le biblioteche di condominio. Qui il programma completo.

 

25 Settembre 2020 - Commenti disabilitati su Digital Trivulzio, si riparte!

Digital Trivulzio, si riparte!

Dopo lo stop forzato dovuto al lockdown, finalmente ripartono le lezioni di informatica dedicate agli anziani organizzate nell'ambito del progetto Digital Trivulzio, promosso dagli Amici del Trivulzio in partnership con Informatici senza Frontiere. Il corso è rivolto a tutti gli over 65 e si terrà da remoto in modalità digitale.

Partiremo con 4 lezioni di avvicinamento ( livello base) per chi ne avesse necessità per poi proseguire con lezioni pratiche di approfondimento.

Se vuoi saperne di aspettiamo martedì 29 Settembre all'Open Day online in cui saranno fornite tutte le risposte alle tue domande.

Per partecipare è necessario contattare segreteria dalle ore 9.30 alle ore 13.00 al telefono 340.4661880 oppure scrivere una mail a info@amicideltrivulzio.it.

Vi aspettiamo!

24 Agosto 2020 - Commenti disabilitati su La “prima” della Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline? Con il maestro Alvise Casellati

La “prima” della Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline? Con il maestro Alvise Casellati

L’appuntamento è per mercoledì 2 settembre alle ore 21, quando - sotto la direzione del Maestro Alvise Casellati, il baritono Leo Nucci e i soprani Federica Guida, Maria Mudryak e Arianna Giuffrida, insieme all’orchestra Farnesiana, con una serie di arie e duetti della Trilogia Verdiana (La Traviata, Il Trovatore e Rigoletto) - si alzerà il sipario su “Opera Italiana is in the Air”, gala lirico popolare, internazionale ideato dallo stesso Casellati. L’evento si terrà nell’ambito di 2020 Estate Sforzesca in collaborazione con il Teatro Municipale di Piacenza, arrivando direttamente dal Central Park di New York e dal Regata Park di Miami.

La rappresentazione è stata resa possibile grazie al sostegno del Comune di Milano e alla partnership di Intesa San Paolo, Bel spa, Fondazione Bracco e Dompé Farmaceutici, nell’ottica di premiare lo spirito imprenditoriale nella divulgazione culturale del maestro Casellati. Supporto aggiuntivo è stato offerto anche da Mela Holding, Nikta Servizi, Cigusta ed Eurowind.

“Opera Italiana is in the Air” è un progetto che si basa su una forte componente culturale e sociale e che si realizza - oltre che attraverso concerti gratuiti all’aperto - mediante un programma di responsabilità sociale rivolto a persone che vivono in situazioni di disagio. Per l’inverno 2020/2021 sono in cartellone una serie di concerti/lezioni da tenersi in strutture per anziani e in istituti che accolgono giovani orfani, per lo più immigrati.

Ed è qui che scendono in campo gli Amici del Trivulzio, con la nuova denominazione di Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline. Nelle scorse settimane infatti il consiglio della onlus, sotto la guida del presidente Marco Zanobio, ha avviato la procedura per la trasformazione del comitato in fondazione e per il suo adeguamento alla nuova disciplina prevista per gli enti del terzo settore. “Un passaggio importante che va nella direzione di rafforzare e istituzionalizzare la nostra organizzazione, con l’obiettivo di rispondere al meglio alla missione che ci siamo dati: quella di essere al fianco degli Ospiti del Trivulzio, coinvolgendo altresì i giovani delle comunità degli istituti Martinitt e Stelline; vecchi e giovani sono le persone che più sono state colpite dalla pandemia e, ora più che mai, crediamo che occorra essere loro vicini per ripartire insieme e rilanciare - in un momento così particolare - il rapporto con la Città e i milanesi”.

La partecipazione al gala lirico e popolare di Casellati va proprio in questo senso e sarà preludio ad altre importanti iniziative. “Vogliamo portare avanti i nostri progetti in favore degli Ospiti del Trivulzio, per non lasciare soli i nostri Vecchi: penso al Cortile dell’Esperienza, il giardino dedicato alle persone affette da Alzheimer, o al servizio di Telemedicina. Sappiamo che, dopo questi mesi, non sarà facile ripartire, però”, prosegue Marco Zanobio, “il mio è un invito a essere uniti e a guardare avanti, un appello a Milano a fare quadrato e a non abbandonare queste storiche istituzioni, come Trivulzio, Martinitt e Stelline, che sono simbolo dell’unione dello spirito del dare e del fare, che ha sempre caratterizzato i cittadini milanesi”.

“Non possiamo poi dimenticare che nel 2021, celebreremo 250 anni dall’apertura del Pio Albergo: un anniversario importante per ribadire come la persona debba sempre essere al centro delle scelte, che si è chiamati ad assumere”, conclude Zanobio.

Nel frattempo, occhi puntati sulla collaborazione di Amici del Trivulzio con l’iniziativa del Maestro Casellati. I concerti della programmazione andranno a beneficio di giovani e anziani in situazioni di fragilità, simbolicamente rappresentati dalle tre storiche istituzioni milanesi, che hanno sempre tradizionalmente guidato i ragazzi fino a raggiungere un potenziale che andasse oltre i loro sogni più ambiziosi e hanno favorito l’accoglienza e l’assistenza di anziani in difficoltà.

Protagonisti degli spettacoli saranno giovani musicisti che, mediante la collaborazione con Operitage - un’associazione culturale gestita proprio da musicisti ventenni - avranno l’opportunità di vivere un’esperienza molto formativa dal punto di vista sia artistico sia personale.

Negli ultimi anni l’evoluzione demografica e i cambiamenti geopolitici hanno mutato le condizioni sociali, portando all’inserimento dei ragazzi immigrati nella società italiana e a una loro interazione con le generazioni che li hanno preceduti, in un percorso di crescita e di condivisione. L’insegnamento della lingua italiana è divenuto uno dei target educativi più importanti: quale miglior modo di integrazione esiste se non quello che passa attraverso l’opera italiana?

Inoltre, il coinvolgimento degli anziani, i più colpiti dalla pandemia e a lungo vissuti in un pesante e necessario isolamento, sottolinea l’intenzione di riportare serenità e socialità nella loro vita, in un contesto sano e sicuro, perché anche questa importante colonna della nostra società possa ritornare a vivere nella nuova e diversa normalità di oggi. Una sfida che vedrà la Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline in prima linea, fin dalle prossime settimane. Seguiteci.

22 Giugno 2020 - Commenti disabilitati su MarathONE, chilometri solidali per gli anziani del Trivulzio

MarathONE, chilometri solidali per gli anziani del Trivulzio

Il cammino verso una nuova normalità prosegue, nonostante le difficoltà che tutti noi abbiamo dovuto affrontare, uniti però da un sentimento sempre più profondo di solidarietà. Come Amici del Trivulzio, abbiamo deciso di partecipare a un’iniziativa benefica, da un significato molto particolare, per sostenere i nostri progetti.

Vi aspettiamo alla MarathONE, una sfida solidale di 24 ore non stop dalle ore 20 del 4 luglio alle stessa ora del 5 luglio: un week end dove ogni passo diventa solidarietà.

Per partecipare è richiesta una donazione a partire da 5 euro, che serviranno per sostenere i progetti di Amici del Trivulzio dedicati alle persone anziane. Si tratta di un gesto semplice per non dimenticare i nostri vecchi, la generazione che ha costruito la nostra Italia, percorrendo silenziosamente quel cammino che consente a tutti noi di unirci, ogni giorno, in un grande abbraccio.

MarathONE è un evento promosso da "Gazzetta dello Sport", che prevede una manifestazione podistica speciale non competitiva, un’esperienza collettiva ma senza aggregazione, cui possono partecipare tutti correndo o camminando, nel luogo e nell’orario preferiti tra quelli indicati

Come partecipare?

Sarà possibile aderire a MarathONE cliccando www.gazzettamarathone.it e iscrivendosi fino a 30 minuti prima della chiusura dell'evento. L'età minima per partecipare è di 14 anni: i chilometri percorsi verranno misurati attraverso un'app - facilmente scaricabile. Percorriamo tutti insieme il cammino più lungo possibile, per affermare - ora più che mai - che anche nei momenti difficili siamo uniti

Le modalità di iscrizione:

Sulla LANDING PAGE  ci sarà un pulsante PARTECIPA, che apre una nuova FINESTRA DI REGISTRAZIONE dove si dovranno inserire i propri dati e la spunta per la privacy e selezionare la onlus (AMICI DEL TRIVULZIO) cui destinare la donazione.

  • Alla fine di questa procedura di registrazione verrà inviata UNA MAIL ad ogni partecipante, con le istruzioni per: scaricare la app NEVER ALONE di Endu le istruzioni per partecipare il giorno dell’evento.
  • Il link che porterà ogni utente a vedere il proprio pacco gara e pettorale (che saranno disponibile per i partecipanti a partire dalla settimana del 29 giugno )

6 Giugno 2020 - Commenti disabilitati su Il Trivulzio luogo del cuore dei milanesi. Partecipa al censimento del Fai

Il Trivulzio luogo del cuore dei milanesi. Partecipa al censimento del Fai

Per la prima volta quest’anno su iniziativa degli Amici del Trivulzio il Pio Albergo è entrato nella lista dei Luoghi del Cuore del Fai (Fondo Ambiente Italiano). Si tratta di una  campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare. Il progetto prevede un’attività di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio. Ogni cittadino potrà segnalare al FAI attraverso un censimento biennale i luoghi che più gli stanno a cuore. Dopo il censimento il FAI sosterrà una selezione di progetti promossi dai territori a favore dei siti che hanno raggiunto una soglia minima di voti.

Per votare (c’è tempo fino al 15 dicembre) il Pio Albergo Trivulzio basta cliccare qui. 

Ecco dunque qualche nota storica sulla Baggina (e qualche ottimo motivo per votare per il Pio Albergo)
Il Pio Albergo Trivulzio nasce nel 1771, grazie al lascito testamentario del Principe Antonio Tolomeo Gallio Trivulzio (1692-1767), che dispone di destinare tutto il suo patrimonio alla creazione di un "Albergo de' Poveri", pio luogo laicale che prese il suo nome e che fu deputato ad accogliere “gli impotenti per età, per difetto corporale ed infermità”, come recitava il suo testamento. Sorto nella storica dimora sita in contrada della Signora, la struttura rappresentava un punto di riferimento per l'assistenza agli anziani, divenendo nel tempo luogo che “alla vecchiaia milanese povera e onesta dona calmo e sereno il tramonto”. Con l'evolversi delle esigenze e con il crescere del numero di persone accolte nell'Istituto, si rese necessario procedere a inizio Novecento al trasferimento in una nuova sede.

Così nel 1910 fu inaugurata la nuova sede, realizzata con le più moderne tecniche e che rappresentava un modello di struttura all’avanguardia per l'epoca. Il nuovo edificio fu costruito sulla strada per Baggio, da cui prese l’affettuoso nome di “Baggina”, con cui ancora oggi Milano chiama il Trivulzio. La nuova sede, grazie a migliorie ed ampliamenti, ancora oggi è utilizzata e costituisce il principale polo geriatrico nazionale, con la sua graduale trasformazione da cronicario a centro di assistenza, cura e riabilitazione dell'anziano.

Il Pio Albergo Trivulzio insieme agli Orfanotrofi dei Martinitt e delle Stelline, è luogo del cuore perchè è testimone di quella gloriosa assistenza in favore dei più deboli, che Milano ha saputo sempre e saprà ancora portare avanti, con spirito di accoglienza e unità. Ancor di più oggi è simbolo dell'attenzione verso le persone più fragili, perché il passato continui a parlare al presente, coniugando tradizione e innovazione. Nonostante la struttura sia in uso, è possibile visitare il monumentale cortile d'onore (con i busti di alcuni benefattori), la piazzetta su cui si affaccia la Chiesa dedicata all'Immacolata Concezione, che conserva all'interno il monumento funebre del Principe Trivulzio e un altare del '700 proveniente dall'antico Orfanotrofio delle Stelline. La Chiesa è stata affrescata dal pittore Albertella. Interessante è la collezione di quadri dei benefattori, fra cui spiccano quello che ritrae il Principe Trivulzio e quello dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria, che condivise nel '700 la scelta di creare il ricovero per gli anziani. Interessanti anche alcune lapidi e monumenti interni all'Istituto (sicuramente da ricordare quelli di Maria Gaetana Agnesi, matematica e benefattrice, che fu direttrice del Trivulzio).

21 Maggio 2020 - Commenti disabilitati su 110 anni fa il Trivulzio diventava la Baggina

110 anni fa il Trivulzio diventava la Baggina

Era il 22 maggio del 1910, 110 anni fa, quando il cancello del Pio Albergo Trivulzio si apriva per accogliere i “Veggiòn” (nella foto di apertura l'inaugurazione), che - dalla storica sede di contrada della Signora, sita nell’avito palazzo del Principe Antonio Tolomeo Gallio Trivulzio - venivano accompagnati, da un popolo in festa, nella più moderna e all’avanguardia sede, sulla strada per Baggio, da cui prese l’affettuoso nome di “Baggina”, con cui ancora oggi Milano chiama il Trivulzio.

 La scelta del 22 maggio, per inaugurare la nuova sede (qui sotto il disegno del progetto), non fu certo casuale, ma volta a ricordare e rafforzare il legame con il Principe Trivulzio, che era nato infatti proprio quel giorno del 1692. Grazie alle di lui ultime volontà, con cui lasciava l’intero patrimonio all’Albergo de’ poveri, nel 1771, nasceva quel pio luogo laicale, che porterà il suo nome, per accogliere gli impotenti per età, per difetto corporale ed infermità e questi dell’uno e dell’altro sesso, come recitava il testamento del Principe, divenendo nel tempo luogo che alla vecchiaia milanese povera e onesta dona calmo e sereno il tramonto.

 Il 22 maggio di quest’anno si presenta invece assai diverso, a causa del dolore, della tristezza e dell’angoscia che ha colpito tante persone, la nostra Città, il Paese e il mondo tutto, a causa di quel virus che è entrato nella nostra vita, prendendosene un pezzo, travolgendoci e stravolgendoci, senza fermarsi davanti a nessuno.

 Può forse suonare strano celebrare oggi questa ricorrenza, visto il permanere della situazione di emergenza e di incertezza in cui ci troviamo; tuttavia crediamo che il Trivulzio - così come tutta Milano - abbia bisogno di piangere il proprio dolore, di ritrovare la propria memoria, che sappiamo essere memoria straziata, e di onorarla, con rispetto e dignità.

Per questo, ora più che mai, il Trivulzio non deve essere lasciato solo, perché ha bisogno di tutti noi: ha bisogno della nostra mano protesa nel porgere un fiore in memoria delle persone che non ci sono più, della nostra mano pronta ad accarezzare idealmente il cuore dolente dei parenti che hanno perso i propri cari senza poter donare loro l’ultima carezza, della nostra mano volta a rassicurare lo sguardo dei nostri Vecchi - segnato dagli anni e dalla solitudine, come l’abbiamo vista narrata nei quadri rappresentativi della quarta età del Morbelli, dedicati proprio agli Ospiti del Trivulzio, della nostra mano che si stringe simbolicamente per dire loro grazie a quella degli operatori sanitari e di tutti quelli che, con dedizione e professionalità, hanno silenziosamente lavorato per il bene altrui, della nostra mano generosa quanto grande è stata la generosità dei tanti volontari, che con coraggio hanno contribuito - con la loro opera - ad alleviare la nostra sofferenza.

Il Trivulzio insieme a Martinitt e Stelline è senza dubbio ancora vivo testimone di quel millenario glorioso assistenzialismo milanese in favore dei più deboli, che la nostra Città ha saputo sempre e saprà ancora portare avanti, con spirito di accoglienza e unità, tutti insieme in un cammino nuovo, che parta dal nostro cuore per raggiungere quello delle persone più fragili ed essere ogni giorno al loro fianco, perché il passato continui a parlare al presente, coniugando tradizione e innovazione.